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My Secret Diary

 


Titolo: Il Rione dei Raggiri

Genere: Fantasy Storico

Autore: Enzo De Simone

Casa Editrice: Acheron Books

Data di Uscita: 28 Ottobre 2022

Pagine: 320

Ebook: 6,99 euro

Voto: ★★★★★

Trama: Napoli, 1631. Nei vicoli del rione, uno scugnizzo fa quel che può per tirare la carretta avanti. Nello è un mariuolo di second’ordine, sempre pronto a legare lacci di borselli e arraffare qualunque cosa gli capiti a tiro. Dopo uno scippo andato a male, si ritrova inseguito da un vecchio che non la conta giusta, tal Giambattista Basile, che pare abbia un lavoro per lui. Tentato da un guadagno facile, Nello accetta, ma un mistero incombe sul suo obiettivo, un orfano della ruota degli esposti come lui, che pare dotato di oscuri poteri dell’ombra. E quando la melliflua figura dello schiattamuorto si avvicina per separarlo dai suoi nuovi compagni, i raggiri del rione vengono a galla, e i cinque terrori minacciano di spazzare via la città intera.




"Ma esiste qualcosa di napoletano, a Napoli, che non sia la fame?"

L'esordio letterario di Enzo De Simone ci porta alla scoperta di un fantasy italiano che merita di essere annoverato tra le migliori uscite del 2022.
Una storia coinvolgente, fatta di luci e di ombre, che indaga non solo l'animo umano, ma anche il tessuto folkloristico cristiano e pagano della Napoli seicentesca, ma anche di quella moderna se vogliamo. Ed è proprio Napoli la vera protagonista de Il Rione dei Raggiri, una città che ci viene restituita da Enzo più che mai viva, potente, affascinante e nella quale perdersi.

Le vibes alla X-Men e a La Leggenda degli Uomini Straordinari si avvertono tutte, grazie all'escamotage della "Ruota degli Esposti", il luogo deputato all'abbandono di figli indesiderati o nati in famiglie troppo povere, i cosiddetti "Figli della Madonna", così chiamati perchè i genitori li esponevano alla misericordia di Maria, presso il Santuario dell'Annunziata a Napoli, da cui deriva anche il più comune cognome partenopeo "Esposito".
E sono proprio gli Esposito i protagonisti della vicenda, grazie alle suore dell'Annunziata che hanno fatto loro una consegna speciale, che li rende in tutto e per tutto figli di Partenope.
Prima cosa che ho apprezzato del romanzo, la scelta degli ultimi e dei dimenticati come "eroi", su cui cade la responsabilità di salvare la città.

Nello Esposito, uno di quelli che definiremmo "scugnizzi" al giorno d'oggi, è un personaggio dalle tinte grigie, dalla dubbia morale, ma dal cuore grande: quello di chi non ha nulla da perdere e tutto da guadagnare, il classico antieroe dei romanzi picareschi. La strada gli ha insegnato a sopravvivere, gli ha insegnato a essere un "mariuolo" coi fiocchi, pur di guadagnarsi il pane quotidiano, sotto la protezione di Zì Teresa, la donna più potente del Rione (l'attuale Pignasecca).
Nello viene coinvolto dall'illustre Giambattista Basile (l'autore del Pentamerone o Lo Cunto de li Cunti) e dalla sua assistente e protetta Meridia Esposito e il gatto Maimun in un'impresa assurda: salvare Napoli da un'imminente catastrofe.
Perchè questo sia possibile, Nello deve prima aiutare Basile a recuperare un nano pozzaro che ha fatto delle tenebre la sua coperta, pertanto è introvabile e imprendibile.
Dopo aver trovato Stefano, il nano che conosce i segreti del sottosuolo partenopeo (l'ennesimo Esposito) e l'aggiunta alla banda di Nicola, un saraceno siculo, abile nuotatore e dotato di una grande forza (in qualche modo Esposito anche lui), il gruppo va alla ricerca di qualcosa in grado di salvare la città.

Mi fermo qui per evitare spoiler importanti, ma era necessario fare una presentazione di questo gruppo così eterogeneo, eppure così ben assemblato, di cui Enzo ci mostra il carattere, le luci e le ombre, sempre attraverso gli occhi del nostro Nellino, con cui non si può empatizzare dall'inizio alla fine.
Ma perchè proprio gli Esposito possono salvare la città? Perchè sono i figli di Partenope e portatori del dono della Sirena, che li rende le "incarnazioni" degli spiriti del folklore di Napoli.

Il Monaciello, la bella 'mbriana, il gatto Mammone, Maccus o Pulcinella, Colapesce, Maria la Rossa, lo Schiattamuorto, San Gennaro sono solo alcune delle figure prese in prestito da una città che ci offre la possibilità di essere conosciuta tramite gli occhi di coloro che la amano e la vivono: le entità che ancora oggi sopravvivono nel quotidiano.

Da napoletano, non ho potuto fare a meno di amare un romanzo che avrei voluto scrivere io (lo confesso) e che per questo merita di essere portato sotto le luci della ribalta, perchè Enzo è stato in grado di dare vita a Napoli, grazie alla ricerca storica, leggendaria e mitologica della città, che ci restituisce un affresco veritiero della Partenope del '600, con la sua miseria, la sua fame, la povertà, il dominio spagnolo, la nascita della Camorra e del malaffare, i raggiri (già noti fin dall'epoca di Boccaccio, se non prima) e il tutto cogliendo la vera essenza di un popolo che dell'arte dell'arrangiarsi ha fatto un mestiere, uno stile di vita.

Ne Il Rione dei Raggiri si respira Napoli, si vive Napoli, si ama Napoli, ma soprattutto si assiste a un meraviglioso esercizio stilistico nella costruzione di un fantasy storico che riesce a mescolare sapientemente (frutto dello studio di Enzo, ma anche del team di Acheron Books) l'elemento magico con la quotidianità di un'epoca storica lontana da noi, eppure, per chi è napoletano, anche moderna.
Perchè il fantasy parla all'uomo di oggi, al di là dell'ambientazione che gli si dà. 
In questo caso parla agli indecisi, a chi crede di essere solo, a chi non sa come andare avanti, a chi pur di sopravvivere sarebbe pronto a scendere a patti con il male che lo abita, anche se le sue intenzioni sono tutt'altro che malvage.
E Nello incarna perfettamente tutto ciò, in una parabola fatta di alti e di bassi, ma che compie un arco di crescita e di trasformazione pieno, che lascia il lettore soddisfatto, tanto da dire "Ah, questo sì che è un bel protagonista!".

Che altro dire?
Leggete questo romanzo e non ve ne pentirete.
Il Rione dei Raggiri è pronto ad accogliervi tra le sue strade, nei vicoli scuri, nei sotterranei stretti, tra i quartieri di una delle città più belle al mondo, in grado di stupirvi e di emozionarvi, come tutto ciò che è vivo!
Grazie Enzo, grazie Acheron Books.







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Titolo:
Draconis Chronicon 

Genere: Fantasy Storico

Autore: Manlio Castagna

Casa Editrice: Mondadori

Data di Uscita: 31 Maggio 2022

Pagine: 437

Ebook: 8,99 euro

Voto: ★★★★★

Trama: Salerno, anno 1066. Un predicatore vaga per le strade annunciando la fine del mondo: «La Bestia si sta risvegliando! Temete il drago, perché il giorno dell'eclisse è vicino!». Il giovane Barliario non presta attenzione alle parole di sventura, ma quella sera stessa il padre Rainardo, alchimista, viene sorpreso da un incendio nel suo laboratorio. Quando lo portano fuori è ancora vivo, ma sfigurato dal fuoco. E mentre Barliario veglia al suo capezzale, compare una figura misteriosa e incappucciata, Arimane, che gli rivela: «Portami il fuoco del drago e Rainardo sarà salvo». Barliario non ha bisogno di pensarci: deve partire. Lo accompagnano l'amico Shabbatai, che sogna di diventare un guerriero, Trotula, giovane studentessa di medicina dall'intelligenza disarmante, Mercuriade, dai misteriosi poteri, e la piccola Ligea, che riesce a parlare con i morti. Tra briganti, licantropi e streghe in grado di scatenare tempeste, un'avventura epica in cui scienza e magia si mescolano: alla ricerca del fuoco del drago, e alla scoperta di se stessi.



Dopo aver scoperto e amato Manlio Castagna per il suo ultimo romanzo La Reincarnazione delle Sorelle Klun, non potevo fare a meno di recuperare un altro dei suoi lavori.

É toccato a Draconis Chronicon che mi ha immediatamente incuriosito vista l'ambientazione salernitana e i riferimenti alla Scuola Medica Salernitana che ha fatto la storia della Medicina in Italia (e da medico non potevo esimermi dal leggere un romanzo del genere), aggiungiamoci un tocco di magia, di alchimia e di esoterismo, mescolati a una bella dose di storia medievale ed ecco che nasce una piccola perla tutta italiana.

Prima di esporre qualsiasi tipo di parere, voglio sottolineare come anche per questo romanzo si vede lo studio e la ricerca meticolosa che Manlio fa per creare le sue storie. 

Conoscenza che in questo caso non viene mai lanciata a mo' di infodump (cosa che invece ne La Reincarnazione delle Sorelle Klun in qualche caso ho ravvisato), ma che viene diluita nel testo, per bocca dei vari personaggi.

Interessanti le citazioni tratte dalla Historia Naturalis di Plinio il Vecchio, presenza costante del romanzo, seppure non presente, ma che come dicono Barliario e Shabbatai alla fine ci sembra di conoscere da sempre grazie ai continui rimandi di Trotula.

Interessanti anche tutti i riferimenti all'alchimia, ai processi di trasformazione della materia, allo spirito e al mondo, di cui Barliario é un piccolo esperto; così come le conoscenze rudimentali della Scuola Salernitana sulla medicina, sui cosiddetti umori e sulle varie erbe curative.

Ma addentriamoci più nei particolari.

Manlio ci presenta due personaggi storici avvolti da un alone di leggenda e mistero Trotula, una delle più importanti medichesse della storia a cui si deve un trattato di cosmesi e di dermatologia all'avanguardia per l'epoca, e Pietro Barliario, alchimista, medico, mago e chi più ne ha più ne metta, di cui si raccontano diverse storie.

Questi due ragazzi interagiscono nel modo tipico del genere Middle Grade/Young Adult, che mi ha  ricordato il rapporto che nasce tra Annabeth Chase e Percy Jackson nell'omonima saga di Rick Riordan.

I due, accompagnati dal fedele Shabbatai, un giovane ebreo del quartiere della Giudaica, da Mercuriade una giovane strega proveniente dall'Africa (probabilmente) e dalla piccola Ligea, una giovane negromante che salvano da una situazione terrificante, partono alla ricerca del fuoco del drago di Volturara per salvare il padre di Barliario.



Il dolore, la rabbia, l'odio, l'amore.
Faccio mio il dolore di mio padre che soffre in un letto.
Faccio mia la rabbia del drago che si è risvegliato.
Faccio mio l'odio per Arimane che mi spinge tra le fauci della morte.
Allungo una mano e intreccio le mie dita a quelle di Trotula.
Faccio mio l'amore per lei.
E sono luce, adesso.

Un fantasy di formazione, potremmo quasi definirlo classico per i temi toccati, nonostante si discosti molto dal genere di appartenenza. Potremmo quasi definirlo un romanzo storico con elementi magici, in cui miti e leggende della tradizione campana si mescolano alla storia per raccontare la storia di alcuni ragazzi che cercano la propria strada e il proprio posto nel mondo.
Il giovane Barliario si scontrerà con la propria paura e con le proprie emozioni, imparando a decifrarle, a comprenderle, a farle sue, diventando poco alla volta il classico eroe delle storie, il cui viaggio lo trasforma del tutto.
Così come Trotula che scopre fuori da Salerno un mondo completamente nuovo e diverso da quello che si aspettava, che per la prima volta comprende che la sua ragione non sempre è in grado di leggere nel modo giusto ciò che la circonda, che a volte c'è molto di più oltre il velo.
Un romanzo bello che ti cattura dalla prima all'ultima pagina, mantenendo un ritmo sempre calzante e che aggiunge nuova carne a cuocere man mano che va avanti. 
Un'avventura tra licantropi, cavalieri, briganti, streghe e un temibile drago. La storia non è mai stata così affascinante!
Sei pronto a scrivere le tue Cronache del Drago con Barliario e i suoi amici?
Io l'ho fatto e questo libro rientra tra i più belli letti in questo 2022.
Non vedo l'ora di scoprire cos'altro Manlio avrà in serbo per noi in futuro!




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Titolo: La Mano della Principessa
Genere: Dark Fantasy/Horror
Autore: Mattia Vanfiori
Casa Editrice: Blueberry Fantasy
Data di Uscita: 17 Novembre 2022
Pagine: 269
Ebook: 2,99 euro
Voto: ★★★★★

TRAMA: In fuga da una legione di soldati a cavallo, determinati a catturarla per conto del re, Ginevra trova rifugio in un castello abbandonato. Gli inseguitori fanno irruzione, ma ignorano che, in quel luogo all’apparenza vuoto, si cela una presenza spaventosa, uno spettro che si manifesta in tutta la sua potenza. Il fantasma, scatenando una furia disumana, li uccide tutti, ma risparmia la ragazza. Ginevra conosce così Laura, un tempo principessa, punita in vita per essersi ribellata a un matrimonio combinato e aver amato un soldato. Anche la fuggitiva le rivela di essere una principessa, condannata a morte a causa dell’amore proibito per Cassandra, la propria ancella. Vittime di un destino crudele, ma determinate a riscattarsi e a godere della felicità, stringono un patto: se Ginevra troverà il modo per offrirle una seconda vita con l’uomo amato, Laura le cederà il proprio castello, dove, grazie a un incantesimo, lei e Cassandra potranno vivere al sicuro da ogni male. Ma un’antica maledizione si abbatte su di loro e il tormento sembra essere, ogni giorno di più, il loro unico futuro…

Attenzione
Si consiglia la lettura a persone adulte e consapevoli. 
Il romanzo contiene scene horror


Due principesse, due storie, due piani temporali, due vite così apparentemente diverse tra loro, eppure così simili tra loro, si incontrano in questo romanzo dark fantasy a tinte horror di Mattia Vanfiori. 

È la prima opera di questo autore che leggo e devo dire che sono rimasto davvero molto sorpreso e affascinato dalla storia originale creata dall'autore. 

Una trama che mi ha ricordato quella del Decameron della storia nella storia, focalizzata su Laura e Ginevra, le due principesse, ma anche su Ludovico e Cassandra, i due amori impossibili delle ragazze.

Ho trovato fatta molto bene la ricostruzione del modo di vivere dell'epoca, con l'etichetta e le rigide imposizioni, i trattati di matrimonio, gli svaghi e ancor di più le citazioni dantesche alla Commedia (libro preferito di Laura), ma anche a Petrarca (Le Chiare e Fresche Acque), con tanto di annessa spiegazione dei versi dei poeti finalizzati alla trama.

Per me che sono un amante di Dante, i versi famosi del Canto V dell'Inferno, mi hanno risuonato molto forte dentro l'anima, soprattutto perché davanti ai miei occhi vedevo districarsi la fitta storia di Laura e Ludovico come due novelli Paolo e Francesca, legati da un amore travolgente destinato a una tragica fine.

Stavolta, forse molto più che nei versi del Sommo Poeta quel "Caina attende chi a vita ci spense" emana tutto il potere della vendetta di Laura, che per attuarla sarebbe disposta a tutto. Lei che è diventata uno spettro superiore agli inutili esseri umani, mossa da un'ossessione per Ludovico, per poterlo avere nuovamente con sè.
L'ho trovata con Cassandra il personaggio più ben articolato del romanzo.

Quella che ho maldigerito in più di un'occasione è stata Ginevra, ma sono sempre dell'idea che quando si empatizza con un personaggio seppur in modo avversivo, vuol dire che l'autore è stato in grado di delinearlo con grande maestria e questo è sicuramente un merito di Mattia.

Che dire, un romanzo che merita quattro stelle piene, per l'originalità, per le tinte fosche, gotiche e horror, con un'atmosfera da tardo medioevo e inizio del Rinascimento italiano. 
Mi auguro di leggere ancora altro di questo autore.

Grazie Mattia, grazie Blueberry Fantasy per questa storia!


A prestissimo, Francesco
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Titolo:
 Delthian - Ritorno alle Origini 
Genere: Fantasy Romance
Autore: Emy White
Casa Editrice: Self-publishing
Data di Uscita: 30 Ottobre 2022
Pagine: 618
Ebook: 6.50 euro
Voto: ★★★★☆

TRAMA:  Ivy Russo, una giovane fotografa, incontra un ragazzo misterioso davanti alla porta del suo appartamento.
Eron, un mercenario di bell'aspetto, incaricato di riportarla indietro dalla sua vera famiglia, la condurrà nel mondo magico di Delthian, da dove entrambi provengono.
Lì, la ragazza, ritroverà frammenti del suo passato perduto e capirà che le favole con cui è cresciuta, sono più reali e spaventose di come le ricordava.





“Tu sei quella luce di speranza di cui il nostro mondo necessita. 
Di cui le nostre vite necessitavano. 
Perciò, tenace e intrepida figlia mia, 
sii prudente e non dubitare mai di chi sei davvero.”


Emy White ci presenta il primo capitolo di una nuova serie fantasy romance, dai tratti epici, un romanzo che tiene legati alle sue pagine, grazie alla magia che si respira tra le righe, grazie ai personaggi ironici e simpatici, i cui dialoghi diventano il punto di forza della storia, in grado di trasmettere un senso di freschezza.

Come nella maggior parte dei romanzi fantasy, anche qui troviamo la parabola di crescita della nostra protagonista Ivy Russo, che di punto in bianco si ritrova catapultata dal nostro mondo a uno completamente diverso, grazie all'incontro con Eron un mercenario assoldato per riportarla a casa.
Ivy è la principessa di Delthian, allontanata da casa per essere tenuta al sicuro.

Queste premesse ci permettono di apprezzare particolarmente la trasformazione di Ivy da ingenua e paurosa ragazza, in una donna intrepida, in grado di affrontare il pericolo dell'ignoto.

Per quanto mi sia piaciuto questo tratto della caratterizzazione della protagonista, forse sarebbe stato meglio ridurre l'età di Ivy dai 25 anni ai 16/17 anni, forse più in linea con la figura che ci viene rimandata dalla sua autrice, grazie alle descrizioni e alle interazioni con gli altri personaggi.

La storia di Emy è un perfetto connubio che mescola il fantasy classico con tratti che richiamano l'epica di grandi romanzi come Le Cronache di Narnia o Il Signore degli Anelli, a un romance tenero, delicato, adolescenziale, soprattutto grazie al triangolo che viene a crearsi tra la protagonista Ivy, il mercenario Eron e l'elfo Siè.

L'idea di fondo non è male e l'autrice è in grado letteralmente di trasportarci in terre lontane.
Questa storia ha tutti i numeri per fare di più ed entrare nelle classifiche best seller, visto il pubblico adolescenziale di riferimento.

Lo consiglo a tutti gli amanti del genere!
Non vedo l'ora di leggere un nuovo capitolo su Ivy.


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Titolo: La Reincarnazione delle Sorelle KlunGenere: Horror Thriller
Autore: Manlio Castagna
Casa Editrice: Mondadori Collana Oscar Vault
Pagine: 564
Ebook: 9.99 euro
ISBN-13: 978-8804749066
Data di Uscita: 18 Ottobre 2022
Voto: ★★★★

TRAMA: Nelle oscure profondità del gigantesco Cratere che domina lo sperduto paese di Anerbe, si combatte la battaglia senza fine per il predominio della luce che salva il mondo sull'oscurità che tutto inghiotte. A intrecciare i fili di questa trama antichissima, personaggi distanti nel tempo e nello spazio. Ai giorni nostri, il commissario Verne tenta di riscattare la sua ingloriosa carriera indagando sull'affascinante Rina Monforte e sull'amante di lei, leader di una setta esoterica che vuole combattere i "figli del buio". E proprio nel buio di un monastero isolato da tutto e tutti, quarant'anni prima, cresce un orfano che, grazie agli insegnamenti alchemici del suo maestro gesuita, impara a trasformarsi in angelo vendicatore. Alla fine degli anni Cinquanta due bambine, le sorelle Klun, muoiono in un tragico incidente e sembra che si siano reincarnate in due gemelle dalle inquietanti capacità soprannaturali. Storie apparentemente senza legami che sono in realtà unite in un intreccio forsennato di vite e destini, ultimo atto di una vicenda che Manlio Castagna ci restituisce con il ritmo serrato di un montaggio cinematografico e l'intensità della sua scrittura.


Non venire ad Anerbe, se vuoi continuare a respirare

Sapevo per sentito dire di quanto fosse bravo Manlio Castagna, visto che di suo non avevo ancora letto nulla, ma non immaginavo così bravo. Un romanzo che si districa tra il genere horror e il thriller con un'aura di sovrannaturale che permea tutte le pagine, grazie alla magistrale scrittura dell'autore.
Sebbene il prologo e gli iniziali salti temporali e di POV mi abbiano confuso al primo approccio, dopo poco tutto mi è sembrato naturale, grazie ai toni incalzanti dell'intera vicenda.

Ci troviamo ad Anerbe, un paesino dell'Italia del Nord, dove ha inizio la storia delle sorelle Klun, Gorizia e Fiorenza e dei loro genitori Augusto e Dora, sul finire degli anni '50;
Poi ancora ad Anerbe, negli anni '60, ma le sorelle Klun adesso sono Gloria e Felicita;
Poi ci troviamo in un monastero, la Pieve dei Morti agli inizi degli anni '80, dove facciamo la conoscenza di Irin che in prima persona racconta la propria storia;
Poi nel 2017, dove una serie di omicidi vedono coinvolti un commisario di polizia (alla Winchester, ma con più sale in zucca), l'affascinante Rina Monforte e il suo amante Attila Mesmeri Tribolati.

Tre linee temporali, apparentemente tra loro distaccate e separate, ma che verso la fine della storia ci mostreranno tutta la potenza dell'intreccio che Manlio Castagna è riuscito a costruire.

Il personaggio di Irin, che all'inizio sembrava quasi fuori luogo rispetto al resto della vicenda, successivamente nell'affollato cast corale di questo romanzo, si è rivelato quello a cui mi sono appassionato di più. La sua storia travagliata, ma ricca di significato, piena di conoscenza, di infinito quasi, l'angelo della sorte, l'uomo invisibile, il monaco. Irin fa quasi tenerezza.

Grazie ai riferimenti biblici che fanno da accompagnamento a ciascun capitolo, la storia si dipana attraverso quasi un secolo di storia familiare, tra possibili reincarnazioni, una setta che venera una misteriosa santa, omicidi, sacrifici rituali e questa aria irrespirabile che permea ogni riga.
La stessa cortina che tiene Anerbe in una morsa, quella dei fumi d'amianto che fuoriescono dal misterioso Cratere, da cui Gloria Klun è tanto ossessionata.

La trama è così ben intrecciata che è difficile provare a raccontarvi qualcosa senza incorrere negli spoiler. Quello che posso dirvi è che abbiamo a che fare con una lettura anomala, tessuta con maestria, per i piccoli particolari che vanno a formare il puzzle che poco alla volta si delinea chiaro davanti ai nostri occhi.
Fino a una conclusione che lascia basiti, uno di quei finali alla Stephen King con tante domande che ti frullano per la testa e la sensazione di non sapere bene che tipo di storia si ha letto.
Immagino che il lavoro di ricerca alle spalle di questo romanzo sia stato lungo e minuzioso, per poterci regalare una vastità di tematiche che spaziano dalla religione, alla filosofia, all'esoterismo, ben finalizzate alla trama avvincente.

Un libro consigliatissimo per gli amanti dei thriller e della sana tensione, ma anche per gli amanti dell'horror e dell'inquietante.

Grazie per questo viaggio ad Anerbe, Manlio, non vedo l'ora di leggere altri tuoi romanzi!


A presto, Francesco
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Titolo: Inanna - Mitologia Sumera
Genere: Horror Retelling Mitologico 
Autore: Emanuela A. Imineo
Casa Editrice: O.D.E. Edizioni
Data di Uscita: 26 Ottobre 2022
Pagine: 216
Ebook: 2.99 euro
ISBN-13: 979-1281052154
Voto: ★★★★★

Trama: Inanna è Dea della natura e della bellezza, regina dei Cieli e della Terra. È sorella di Ereshkigal che, invece, non è più nulla.
Inanna proverà a discendere negli Inferi per salvarla, perché Ereshkigal è diventata Dea oscura, relegata nel Kurnugi, il Paese del non ritorno.
Inanna dovrà lasciare sette cose di sé in ogni livello infernale che attraverserà per raggiungere la regina delle tenebre.
La disperazione senza fine dei dannati graffia via il meglio di chiunque la attraversi. Cosa resterà di lei?
Inanna è una rivisitazione in chiave horror del poema sumero “La Discesa di Inanna negli Inferi”.
Due sorelle, un'ombra e il dolore di dover vivere.

Mi presento all’Inferno per ciò che sono e dovrò essere. Innocente per quello che ero e Dannata per quello che ho fatto. Se proprio questa deve essere la mia punizione, voglio che venga messa da parte la vecchia me e ci sia spazio per la regina che l’Inferno richiede.






Non è il primo libro di Emanuela che leggo, per cui è stato bello tornare a immergersi nella poesia che solo lei riesce a ricreare con le sue parole.
Questo e molto di più è Inanna - Mitologia Sumera, edito da O.D.E. Edizioni.
Un romanzo che si presenta in veste orrorifica, ma che al suo interno si srotola sotto forma di fiaba oscura, con i toni tipici del mito e delle favole della buonanotte.

La storia riprende il mito sumero de La Discesa di Inanna agli Inferi, che racconta il misterioso viaggio della dea Inanna presso sua sorella Ereshkigal, dea della luna e poi regina dell'Oltretomba, che anziché accoglierla con tutti i riguardi che le spetterebbero, la dà in pasto ai suoi sacerdoti oscuri, che decidono di trattenerla nel Kurnugi perchè colpevole... di che? Non ci è dato di saperlo.

Qui Emanuela rivisita il mito delle due dee, facendo covare rabbia e risentimento alla regina Ereshkigal, che da sempre si è vista portare via l'affetto del padre da parte della sorella. Gelosia che la porta a compiere un atto di vendetta nei confronti del padre, che le costa l'esilio nel Kurnugi e la perdita del suo amato. Sarà la stessa Inanna a pronunciare la sentenza, rendendosi colpevole della trasformazione della sorella in una dea vendicativa e senza pietà alcuna.

Quando le tenebre cominciano a coprire la Mesopotamia, di cui Inanna è regina e protettrice, la dea decide di fare visita a Ereshkigal per poter scongiurare il pericolo e finalmente risolvere i dissapori con sua sorella.
Per farlo, Inanna dovrà rinunciare a parte di sè, parte della sua umanità, del suo amore, di se stessa.
Lascia la fedele Ninshubur, compie un sacrificio umano per poter accedere al Kurnugi e man mano che procede lungo i portoni infernali, dovrà consegnare alla creatura dell'oltretomba qualcosa di suo, fino a perdere completamente se stessa.

Se volessimo analizzare il tema portante dell'opera, è certamente l'amore.
Per Inanna, Ereshkigal e Ninshubur l'amore è ciò che muove le loro azioni, i loro gesti e le loro speranze, ma è anche la loro più grande sofferenza.
Per Inanna amare vuol dire rinunciare a se stessa e perdersi, sacrificarsi per coloro che ama;
per Ninshubur vuol dire dedicare la propria vita a un'altra persona, non importa quale sia il prezzo che gli altri pagheranno;
per Ereshkigal l'amore è tradimento, dolore, paura, sconfitta, ecco perchè diventa NULLA. Il dolore e le ferite provocatele dall'aver amato e perduto sono il suo tormento più grande.
L'inferno le regala la possibilità dell'oblio: rimuovere dal suo animo qualsiasi traccia di umanità rimasta, permettendole di nutrire ancora e ancora quel dolore con le anime dei dannati, i cui tormenti le fanno dimenticare il proprio, la rinvigoriscono, la cambiano, trasformandola in una belva.

By IrenHorrors on DeviantArt

Ma chi è Ereshkigal davvero?
Come si conclude il viaggio di Inanna?

Senza fare spoiler, posso solo dire che Emanuela tronca il mito al punto d'incontro tra le due sorelle, facendoci discendere nella follia di entrambe, di quella che ha dato tutto e si è persa e di quella che ha preso tutto per perdersi a sua volta, in un ciclo di eterno ritorno.

Un romanzo che a mio avviso ha poco di horror, per quanto ci siano diverse scene al limite dello splatter, ma le descrizioni di Emanuela permettono di non staccare gli occhi dalla pagina, anche quando si vorrebbe allontanare da sè quel dolore e anestetizzarlo. 
Perchè forse la discesa di Inanna è la discesa di ognuno di noi nel suo buio, nel suo animo più profondo, è il percorso che ognuno di noi fa confrontandosi con l'oscurità che si porta dentro, quella che ci tiene svegli di notte, quella che nutriamo con le nostre ansie e le nostre paure, quella che ci rende folli e stupidi, quella che nonostante tutto ci dice che è possibile amare, ma che ci ricorda quale sia il prezzo di questo atto sconsiderato!

CONSIGLIATISSIMO!

Un grazie sentito a O.D.E. ed Emanuela per avermi invitato a partecipare a questo Review Party,
a presto, Francesco








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Buon domenica lettori, Halloween si avvicina e non vedo l'ora di festeggiarlo con la mia nipotina. Quest'anno abbiamo intenzione di addobbare la casa come da tradizione, fare dolcetto o scherzetto e la sera leggere qualche storietta horror in chiave Geronimo Stilton. Ho pensato di pubblicare questo speciale per consigliarvi qualche lettura carina, per un halloween davvero da brivido ho scelto 10 titoli complessivi per fascia d'età che spero apprezzerete iniziamo dai lettori più piccoli...

1. Guarda che chiamo l'Uomo Nero! di Roberto Pavanello. Un libro di pochissime pagine ricco di illustrazioni, e molto buffo e serve principalmente per sdrammatizzare e far superare le paure dei bambini molto molto carino.

2. Sofia Tantepaure Dolcetto o morsetto? di Simone Frasca. In uscita per Battello A Vapore il 18 ottobre non ho avuto l'occasione di leggerlo ma dalla trama sembra interessante.

3. Uscita Mondadori, Gustavo. Il timido fantasma di Flavia Z. Drago. È carinissimo uscito l'11 ottobre un libro consigliatissimo per i più piccoli, adatto ai bambini di 3 anni e la storia di questo fantasmino molto timido in cerca di amici. Leggendolo mi è venuto in mente la serie che trasmettono su NETFLIX dei 3 cagnolini fantasma, mia nipote lo ha apprezzato tantissimo e sono sicura che lo apprezzeranno anche i vostri bimbi

4. Aumentiamo un po' la fascia d'età tutti conoscono R.L. STINE la mia prima lettura di quest'autore fu 123 invisibile horror per ragazzi dai 10 anni personalmente non mi sento di consigliarvi un titolo di quest'autore ma ben tutti i suoi titoli quindi avete l'imbarazzo della scelta. Se poi ai suoi libri volete aggiungerci anche qualche film ispirato hai suoi romanzi ben venga io personalmente li ho visti tutti e come da tradizione la notte di halloween un suo film lo vedo sempre seguito poi da film un po' più corposi

5. La dilogia di Billy Bones di Christopher Lincoln, una lettura mozzafiato e se anche voi come me amate lo stile di Tim Burton, dovete assolutamente leggerlo.

6. Il colore della paura. Once upon a zombie di Billy Phillips e Jenny Nissenson un libro che ho amato e in lista ho anche il secondo volume della storia peccato che la serie sia stata interrotta non si sa per quale motivo dall'autore al secondo volume (Qui Recensione)

7. The Midnight Club di Christopher Pike io l'ho amato, tutto gira intorno alla Rotterham Home un Hospice per ragazzi adolescenti con malattie incurabili, ogni notte a mezzanotte all'insaputa di tutti si riuniscono per raccontarsi storie dell'orrore ma qualcosa si cela nell'ombra, antiche sette, pazienti guariti all'improvviso, strane apparizioni... nonostante non sia il genere che prediligo, questo mi è piaciuto, anche perchè è molto soft.

8. La dilogia di Paige McKenzie e Adria Tissoni, Una presenza in quella casa e il risveglio di Sunshine non è horror estremo come il prossimo che vi consiglierò ma la tema fantasmi tempo fa recensii il primo volume per la casa editrice Giunti (Qui Recensione)

9. Sono Bella? di Jon Athan, edito Dark Abyss Edizioni, su questo vi dico solo una cosa se non volete dormire la notte be questo romanzo fa al caso vostro. È un horror mooolto cruento io personalmente avevo iniziato a leggerlo ma mi sono fermata perchè è un libro che non fa per me. Ma lo consiglio vivamente agli amanti del genere.

10. La setta delle Tre Erre di Stefano Uggè, edito Linee Infinite. Questo più che Horror e un Thriller lo lessi tempo fa ma lo abbandonai dopo i primi capitoli troppo spargimento di sangue la storia è bella ti coinvolge e se non fosse stato per tutte quelle scene esplicite avrei continuato la lettura, ma sinceramente ero arrivata ad un punto di non ritorno e ogni volta che leggevo del sangue, avevo i conati di vomito perciò l'ho abbandonato.

Spero che questi titoli vi incuriosiscano fatemi sapere se li conoscevate e se li avete letti cosa ne pensate, alla prossima.
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Buon pomeriggio lettori qualche giorno il gruppo editoriale Fanucci mi ha omaggiata del romanzo la pietra di Talgan un romanzo Sci-Fi molto coinvolgente pensate che l'ho terminato in 2 giorni veramente bello e voglio il seguitoooo.

Titolo: Victories Greater Than Death - La pietra di Talgon
Autore: Charlie Jane Anders
Serie: Unstoppable, Vol 1
Editore: Fanucci
Genere: Sci-Fi, LGBT
Data di uscita: 2 Settembre 2022
Il mio voto ★★★★☆

Tina Mains non è un'adolescente comune. Ha un lume di salvataggio interplanetario nel petto, e trascorre ogni giorno di vita sulla Terra in trepidante attesa che questo lume si attivi e che i suoi alleati alieni, che da piccola l'avevano nascosta sulla Terra per proteggerla, la vengano a prendere per riportarla nello spazio e permetterle di compiere il suo destino: sconfiggere un terribile nemico intergalattico e far trionfare la giustizia. In quest'ardua impresa spaziale, Tina potrà fare affidamento sulla sua migliore amica Rachael e su un equipaggio di alieni e terrestri determinato a portare a termine la missione, costi quel che costi. Riusciranno a salvare l'universo da ciò che lo minaccia e a ristabilirne l'equilibrio?




Da premettere io non sono amante dei romanzi di Fantascienza ma leggendo la trama ed essendo attratta da questa splendida copertina ho richiesto la copia alla casa editrice la quale ringrazio, e vi dirò me ne sono innamorata...

Tina e una ragazza apparentemente normale ma custodisce un segreto, lei è un aliena cresciuta sulla terra da una famiglia di umanoidi, questa famiglia dovrà proteggerla fino a quando il suo lume non si risveglierà (ciò non tarderà ad arrivare). Quando questo accadrà gli alieni verranno a riprenderla, per farle compiere il suo destino; un destino arduo e ricco di pericoli, che vedrà la nostra protagonisti alle prese con una battaglia al quale lei ha già fatto parte molti anni orsono, si perché Tina è il clone della Capitana Thaoh Argentina, colei che si sacrificò per salvare il suo equipaggio e molte altre vite, nella battaglia contro la Campionessa. Possiamo dire che è un eroina sotto certi aspetti. Chiarito questo particolare, la vita di Tina cambierà drasticamente dopo che il suo lume si attiverà, riotterrà i suoi ricordi, intraprenderà un viaggio con dei compagni bizzarri, e riavrà il posto di comandante dell'Indomita, ma al momento dell'azione non riuscirà a fare nulla si sentirà persa e il peso di tutta questa situazione alle spalle. 

Mi è piaciuto tantissimo il fatto che la fotta interstellare dell'indomita sia composta da personaggi di diverse razze e la cosa più simpatica in assoluto è stato il loro presentarsi, nomi assurdi seguiti da nomignoli che si attribuivano, una cosa fuori dal comune. C'è da dire anche che nonostante il tema fantascientifico al interno vengono trattati temi sociali come il genocidio, abuso genitoriale, persone cacciate di casa e tanti altri temi che si fondono perfettamente con la storia. 

Non conoscevo quest'autrice ma il suo modo di scrivere e micidiale, nonostante la gravità della situazione le loro freddure ironiche rendono il tutto piu piacevole, mi sono fatta un sacco di risate. Vogliamo poi parlare della storia d'amore tra Elza e Tina cioè un libro tutto da gustare pagina dopo pagina, una lettura bizzarra e mooolto caotica in senso buono ovvio 😋. 

Grazie Fanucci editore per avermi dato la possibilità di conoscere la storia di Tina e avermi aperto un modo, quello della Anders spero che il secondo volume della seria esca in tempi brevi perché la rivelazione di Rachael mi ha lasciata di sasso. Consiglio la lettura a tutti coloro che amano il genere fantascientifico, con sfumature LGBT, colpi di scena e un po' d'ironia
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Titolo: Carpe Diem Il Gioco dell'amore
Autore: Chiara Della Monica
Editore: Cherry Publishing
Pagine: 358
ISBN: 9781801163224
Genere: Romance
Ebook: 4,99 €
Cartaceo: 15,00 €
Il Mio Voto ★★★★☆

Trama: Luke Mason, dirigente di una multinazionale, ama le sfide, un atteggiamento vincente nel mondo del lavoro ma decisamente dannoso quando si confronta con un ufficiale di polizia. Risultato: la sospensione della patente e una condanna a prendere il treno per andare al lavoro.

Eppure quando vede su quel treno una donna incredibilmente attraente con il laptop perennemente sulle gambe, ne rimane folgorato. Deve essere sua e non indugia un secondo a origliare una sua conversazione per rubare il suo indirizzo mail e proporle il suo gioco: obbligo e verità.

Uno svago per adolescenti direbbero molti. La stessa Mary Proust lo trova un gioco puerile, lei che è sempre stata razionale soprattutto in amore. Si ricrede quando a proporglielo è un affascinante sconosciuto che gli rallegra le tediose giornate da pendolare.

L’interesse l’un per l’altro è palese e la necessità di vivere il momento è impellente. Quindi, perché non giocare?

Le regole del gioco, però, impongono di omettere il loro lavoro dalle conversazioni, una verità che, se rivelata, cambierebbe radicalmente le carte in tavola… 


Il lato suggestivo dell'amore è l'impulsività,
assecondare istinti primordiali ed essere disposti
a intraprendere l'avventura senza preavviso.

Si potrebbe dire che l'amore è questione di olfatto, o per lo meno lo è per Luke Mason, manager di una compagnia che si occupa tra le altre cose di profumi ed essenze, provenienti da piante e frutti rari. Ogni persona ha il proprio profumo e ogni profumo è in grado di catturare le attenzioni dell'altro sesso se utilizzato in modo opportuno.
Questa è sicuramente una delle prime cose che colpisce Mary Proust, la ragazza del treno, un'abile grafica per un'azienda di cui il socio di Luke, Jack, è il miglior cliente.
Ma nessuno di loro lo sa.

Quasi per caso Mary e Luke si notano e si incontrano a bordo di un treno che cambierà per sempre le loro vite e, ancora più per caso, Mary accetta la proposta di Luke di giocare a "Obbligo o Verità", qualcosa di terribilmente adolescenziale o di assurdamente romantico?

Ti svelo un segreto: il momento giusto arriva quando meno te l'aspetti, e sarebbe un errore madornale lasciarlo andare, afferralo, finché sei in tempo.


Sullo sfondo di una Parigi incantevole, terra dell'amore per eccellenza, con il suo romanticismo, le sue luci sfavillanti, le sue strade affollate di turisti, i chioschetti bohemien e quell'aria surreale che si respira tra le sue strade, si snoda la trama del romanzo.

L'incontro fortuito di Mary e Luke si evolve in questa specie di gioco al gatto e al topo, in cui entrambi rimangono invischiati senza neanche sapere realmente come. Se Mary viene da una lunga serie di relazioni finite male (tutte col tradimento, tra l'altro, povera ragazza), Luke esce da poco da una relazione intensa in cui è stato solo usato per i suoi soldi e la sua posizione, eppure è pronto a fare quel passo decisivo per sistemarsi.
Per entrambi è un gioco, per entrambi si trasforma in qualcosa di più.

Ho apprezzato la caratterizzazione dei due protagonisti, forse più Luke che Mary in alcuni momenti e in alcuni atteggiamenti, ma avrei osato un po' di più sul suscitare empatia e contatto col lettore.
Di contro è molto bello il rapporto fraterno che lega Luke a Jack, capo e migliore amico (su questo rapporto secondo me bisognava rivedere delle cose in fase di editing perchè ci sono alcune contraddizioni temporali nel racconto del loro passato che non mi sono spiegato e che mi hanno tormentato per parte della lettura). Interessante il loro background, la loro storia, quella delle due famiglie, della loro infanzia a Londra, sarebbe stato bello saperne di più, meritava un approfondimento particolare.
Bello il viaggio a Londra, descritto con dovizia di particolari, soprattutto la serra (ovviamente), è sembrato di stare a Londra, tra le stradine di Camden Town e Notting Hill.


Tenerissimo anche il rapporto tra Mary e le sue coinquiline Erika e Annette che sono per la ragazza un punto fermo, la roccia a cui aggrapparsi quando tutto va male e vorrebbe solo sparire. Sono loro a fare da motore alla relazione tra Mary e Luke, loro a spingerla ad andare oltre i suoi limiti, le sue piccole fissazioni, le sue regole e la sua rigidità autoimposta.
Quanto vale una regola di fronte al vero amore, dopotutto?

Siamo tre ragazze in cerca dell'amore, di quello vero, ma puntualmente, scivola dal cuore frapponendosi tra noi e la brusca realtà. Ne usciamo distrutte. Dopo ogni medicazione, le ferite sembrano più profonde delle precedenti.

Un piccolo appunto sfavorevole per quanto riguarda i dialoghi... Ragazzi, nessuno parla così nella vita reale: certi botta e risposta mi hanno dato i brividi letteralmente, soprattutto nell'intimità tra Luke e Mary, sproloqui forzati e un po' surreali.

Una storia leggera che vi appassionerà dalla prima all'ultima pagina. Lo stile di Chiara è fresco e il libro si legge davvero velocemente, tenendoti incollato riga dopo riga. Ti domandi sempre "e ora cosa accadrà?" fino ai piccoli colpi di scena finali, che vi faranno versare qualche lacrima per l'emozione.
Un romanzo sicuramente da leggere per tutti gli amanti del romance.
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Titolo: La Schiava Ribelle
Genere: Romance Storico/Retelling
Autore: Eleonora Fasolino
Casa Editrice: Newton Compton Editori
Data di Uscita: 30 Agosto 2022
Pagine: 288
Ebook: 4.99 euro
  • ISBN-13 ‏:‎ 978-8822770943
Voto: ★★★★

Trama: Briseide, amante di Achille e custode dei suoi segreti. Troia è sotto assedio. Ogni giorno gli attacchi dei greci si abbattono implacabili contro le sue alte mura e nessuno sembra in grado di opporsi alla furia dei più valorosi tra loro, i micidiali guerrieri mirmidoni. Si dice che il loro re, il nobile Achille, sia il combattente più forte mai esistito. Il più veloce, il più impavido. E il più spietato. Quando viene privata della libertà e condotta al suo cospetto, Briseide sa di non essere più una principessa, ma una schiava. E, non aspettandosi clemenza, si aggrappa all’unica cosa che le resta: la sua dignità. Con il trascorrere delle giornate nell’accampamento di Achille, però, si accorge che la fama oscura che circonda il leggendario eroe non tiene conto dell’umanità che ogni tanto lascia trasparire, specialmente nei confronti dell’inseparabile Patroclo, il valoroso principe che lo affianca in ogni battaglia. E che il suo onore è pari alla sua abilità con la spada. Forse, nonostante il fato li abbia resi nemici, Achille e Briseide non sono poi così diversi. Forse uno spietato invasore e una principessa ridotta in schiavitù possono cambiare il corso della storia.
Schiava di un re. Padrona del proprio destino.
La storia mai raccontata di Briseide, Patroclo e Achille


Come succede ogni volta che si parla di mitologia greca, il mio cuore va in brodo di giuggiole e io potrei passare le ore a leggere e rileggere le storie e le avventure di uomini e donne immortali, le cui gesta ancora oggi fanno eco e sono entrate a far parte di una sorta di memoria collettiva, a cui tutti noi siamo legati, chi per un motivo e chi per un altro.
Ecco che La Schiava Ribelle si colloca perfettamente nel filone di retelling mitologici che ultimamente vanno molto di moda e che cerca di riadattare in chiave moderna vicende della storia antica, perchè diciamocelo, i topoi narrativi non sono mai veramente cambiati da quando esiste la capacità di inventare storie.

Stavolta, protagonista della vicenda è Briseide, la schiava passata alle cronache per essere stata il motivo dell'ira funesta di Achille. Tutti conosciamo gli immortali versi di Omero che nell'Iliade racconta la vicenda del più grande tra gli Achei durante la Guerra di Troia.
Ma pochi forse si sono domandati cosa davvero avvenne, perchè mai Achille fosse preda di questa ira selvaggia, come poteva una schiava suscitare a tal punto l'interesse di un re?

"Non temi la morte, re dei Mirmidoni?"
"Tu ne hai paura?" le domandò.
Briseide scrollò le spalle. 
"Mi fa più paura sapere che questa vita non avrà più nulla da offrirmi. 
A volte è come se non fossi nemmeno nata, come se fossi ancora... un pezzo d'idea. 
Briseide, una donna, una moglie. E adesso una schiava. 
Pezzi d'idee, lo vedi. Ma io? Io che idea sono?"

Briseide racconta la sua versione dei fatti, dalla morte del marito Minete, fino all'epica conclusione della storia, della loro storia, una storia immortale, costruita passo dopo passo da una donna e due uomini, i cui cuori non solo battevano l'uno per l'altro, ma anche per lei.
Quello che ho apprezzato nella scrittura di Eleonora è sicuramente il raccontare una vicenda particolare come l'amore tra Achille, Patroclo e Briseide con un respiro più moderno. Questo è sicuramente un grande vantaggio del romanzo che permette al lettore di accostarsi a questi personaggi senza esserne intimidito e senza sentirsi spaesato di fronte a un'ambientazione tutt'altro che attuale; al contempo, questo retelling più moderno, differentemente da quanto accade ne La Canzone di Achille della Miller (purtroppo il paragone nasce spontaneo), in qualche modo snatura leggermente i personaggi rispetto al mondo ellenico di cui sono parte.

Questo è un commento che mi sento di fare a fine lettura, perchè nel durante sono stato totalmente catturato dalla dinamica che si instaura prima tra Briseide e Patroclo e poi tra Briseide e Achille, nonostante tutto ciò che già lega i due eroi Achei.

Briseide è quel tassello in più che porta all'apice l'amore dei due ragazzi (e non so se riesco a spiegarmi, suppongo che dobbiate leggere il romanzo per capire di cosa sto parlando).

Patroclo è il personaggio che più mi ha colpito, per la sua delicatezza, ma per la sua forza d'animo, per la sua capacità empatica e comunicativa.

Patroclo è l'eroe senza macchia e senza paura, quello che decide di sacrificarsi per il bene di tutti, per Achille, per Briseide, per i Mirmidoni. Non cerca la gloria eterna, non cerca la fama, gli basta essere al posto giusto. Posto che occupa tra le braccia dei suoi amanti, Achille e Briseide.

Achille è invece il personaggio più particolare. Certo non è facile rendere moderno un eroe tutt'altro che ingentilito nella versione di Omero. Un uomo assetato di gloria, fama e potere, che combatte perchè il suo nome sia immortale, perchè la sua vita sia ricordata dai posteri. Achille è qualcuno che è pronto a sacrificare gli altri in nome del proprio egoismo e del proprio furore, quell'ira divina tanto temuta sul campo di battaglia. Del resto, Achille è più dio che uomo e da quando gli dei si preoccupano dei mortali?

Forse è Briseide a fargli cambiare idea, a fargli capire che un dio può interessarsi a qualcosa di più, che può esserci dell'umano in lui, qualcosa che solo Patroclo ha risvegliato fino a quel momento.

Ed è Briseide, donna forte, autentica, capace di far valere se stessa, dopo una vita intera a dipendere da altri, a vergognarsi di sè, del proprio status, del proprio aspetto, a cambiare per sempre il re dei Mirmidoni.

"Eri già allora una schiava, Briseide..." osservò Achille con tono incolore. "Una schiava del silenzio, una schiava tra gli uomini a cui tenevi. Eri schiava e prigioniera." Sospirò. "Magari è per questo che ti sei adattata presto a essere la mia, di schiava".
"Sono la tua schiava, lo so" convenne lei "Ma, Achille, con te riesco ancora a essere... Briseide, qualcosa di lei, almeno. Mi hai tenuta perchè Patroclo voleva tenermi ma..."
"Ma sono stato io... a vederti. A capirti".

Fossi stata in Briseide forse avrei lasciato Achille dopo la morte di Patroclo, sarei scappato, perchè lì esce fuori tutta la furia tossica dell'eroe accecato da ira e vendetta, sentimenti che si ripercuotono sulla sua schiava, anche in modo fisicamente violento.

Sì, Achille e Patroclo alla fine muoiono (non è uno spoiler!), perchè la storia è già stata scritta e raccontata, ma la loro eredità vive in quella donna che continua a raccontare di loro, della loro vita, nonostante ci risulti spontaneo domandarci perchè Eleonora non ha fatto uno strappo alla regola e ha permesso a questi tre personaggi di vivere la propria storia in modo diverso stavolta, sembra quasi che se lo meritino da queste pagine.

E si apprezza ciò perchè è Eleonora ad amarli per prima di un amore viscerale, raccontando la sua versione della storia, portando la sua voce insieme a quella di tanti altri che ci hanno restituito un'immagine della guerra di Troia.

Una storia assolutamente da leggere!
Grazie Eleonora e Newton Compton!

A prestissimo, Francesco

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