Buongiorno carissimi Entucci! Prima di iniziare con il post vero e proprio, mi duole fare una premessa che probabilmente sarà poco gradita. Io e le mie colleghe siamo ben felici di poter fare pubblicità agli autori che ci contattano. Postiamo recensioni, segnalazioni e interviste. Non abbiamo mai chiesto nulla in cambio e mai lo faremo. Ci fa piacere fare un po' di pubblicità e siamo sempre contente di scoprire nuovi talenti e nuove opere vista la nostra comune passione per la lettura. L'unica cosa che nemmeno chiediamo ma che speriamo venga naturale, è l'educazione di chi ci contatta. Siamo ragazze semplici con una passione in comune, quindi non apprezziamo le persone che stanno sedute su un piedistallo credendosi gli scrittori migliori del mondo. Non apprezziamo chi si atteggia, chi si sente superiore e ci guarda dall'alto in basso trattandoci con sufficienza. Ci rendiamo disponibili, ci prendiamo del tempo per venire incontro a chi ci fa delle richieste e l'unica cosa che dovremmo ricevere in cambio, è solo rispetto e partecipazione. Ti facciamo un favore, ci impegniamo per offrirti ciò che chiedi, quindi il minimo da parte tua sarebbe metterci un po' più di entusiasmo e passione in ciò che dici. Le frasi stile telegramma o i monosillabi usateli quando necessario. La presunzione non è una bella caratteristica. Se pretendi in maniera poco gentile determinate cose che poi ti vengono comunque date, allora perché non ti sforzi di rispondere correttamente? Parliamo e scriviamo in italiano... o mi sbaglio? Se poniamo una determinata domanda, perché rispondi con roba che non c'entra nulla con ciò che ti viene chiesto? Se ti comporti come se fossi tu a fare un favore a noi, proponendoci le tue opere, non meravigliarti allora di premesse come questa. Detto questo, che spero e credo di aver scritto in maniera pacata ed assolutamente educata, passiamo al post del giorno: intervista all'autrice Angela Meloni, che ha contattato il nostro blog per poterle porre delle domande inerenti i suoi scritti e per farsi quindi conoscere.
Salve Entucci !!!! Ho un'altra intervista per voi in questo assolato sabato di Marzo. La prossima autrice è una conoscenza che ho fatto sul social facebook, lei si chiama Ilenia Leonardini e ve la presento con questa sua intervista...
1. Ciao Ilenia , benvenuta nel nostro salottino letterario, prima di tutto ti va di presentarti ai nostri lettori, dire qualcosa di te?
Sono nata nel 1977 nell’assolata città marittima di La Spezia, in quella striscia di terra chiamata Liguria.

Sono figlia unica e vivo con mia madre nella piccola provincia di Luni Mare, in quanto ho perso mio padre recentemente, il 18 dicembre 2015.
Il mondo perfetto e sognante del cinema mi ha sempre attratto, anche se sono un’appassionata di musica. Di entrambi i “mondi” apprezzo quello straniero.
2. Quando è iniziata la tua passione per la scrittura? Quando hai iniziato a scrivere, quale è stata la tua prima storia?
E’ iniziata quando avevo 14 anni, era più che altro un passatempo e mi rilassava molto.
I miei primi manoscritti ricordano più sceneggiature e sono carichi di dialoghi, poi mi sono detta: “… e se creassi uno stile tutto mio?”
Così ho fatto!
La scrittura creativa è stata, ed è ancora, una passione terapeutica. Mi ha aiutata a superare i momenti di sconforto, specialmente dopo perdita del lavoro.
Salve Entucci !!!! Pochi giorni fa vi ho presentato il suo ultimo romanzo nella segnalazione Made in Italy, oggi vorrei farvi conoscere l'autrice, lei è Linda Bertasi, amica e collega.
1. Ciao Linda, benvenuta nel nostro salottino letterario, prima di tutto ti va di presentarti ai nostri lettori, dire qualcosa di te?
Ciao Ilaria, grazie per questa intervista e un saluto a tutti i lettori del tuo bellissimo blog. Sono mamma di una bambina di quattro anni, gestisco un’attività commerciale nella provincia di Ferrara, sono appassionata di storia e letteratura inglese e, nel tempo libero, mi dedico al mio blog dove do spazio agli autori emergenti.
2. Quando è iniziata la tua passione per la scrittura? Quando hai iniziato a scrivere, quale è stata la tua prima storia?
Non ricordo un periodo della mia vita che non fosse legato alla scrittura. Scrivo da sempre, ho iniziato con le poesie, i racconti, le lettere, i diari e infine sono approdata ai romanzi. La prima storia l’ho scritta all’età di quindici anni: un tomo di 400 pagine che ancora conservo, dal titolo “La collina incantata”. Un romanzo storico ambientato nell’800 in Austria.
3. Qual è il genere che più preferisci scrivere e quale leggere? Perché?
Naturalmente il romanzo storico, la Storia per me è respiro, è linfa vitale. Amo i romanzi di ambientazione storica, li preferisco a qualsiasi altro genere. Chi mi conosce mi definisce una donna
Salve Entucci, questa sera vi voglio presentare due amiche, due colleghe che ho avuto la fortuna si conoscere quando ho firmato il contratto con la Butterfly. Due donne eccezionali che amano ciò che fanno e lo fanno con tanto amore. Non so se avete già letto qualche loro romanzo ma se così non fosse ve lo consiglierei. Voglio lasciare a voi il privilegio di conoscerle meglio e confrontare le loro risposte!
1. Ciao ragazze, benvenute nel nostro salottino letterario, prima di tutto vi va di presentarvi ai nostri lettori, dire qualcosa di voi?
A: Ciao Ilaria, grazie per avermi ospitato nel tuo Blog. Cosa posso raccontarti di me? Di sicuro sembro tutto, tranne che un’appassionata di scrittura. Sì, amo definirmi tale perché sento ancora lontano da me il termine “scrittrice”. Mi piace scrivere e tanto basta, anche perché prima ancora sono una divoratrice di cibo e letture, mi piace anche disegnare, creare oggetti, cucinare… non mi piace stare ferma e il mio cervello è sempre attivo, ecco! Sono pugliese, allergica e insofferente alle ingiustizie della nostra terra, amo gli animali e un po’ meno le persone, ma spero sempre nel buono.
E: Ciao a tutti! Sono una mamma e una moglie, naturalmente. Una lettrice accanita, un’amante di dolci, una che ama perdersi, tra viaggi e pensieri. E naturalmente, una che scrive.
2. Quando è iniziata la vostra passione per la scrittura? Quando avete iniziato a scrivere, quale è stata la vostra prima storia?
A: Tutte le volte che mi pongono questa domanda, mi ritrovo a pensare al passato e sorrido. La scrittura è nata con me, ricordo perfettamente che a malapena frequentavo le scuole medie e pretendevo già di scrivere la mia autobiografia e nonostante tutto, riuscii a mettere giù una decina di pagine word. La prima vera storia, “seria”, risale ormai a otto anni fa. Un giorno mi sono svegliata con un racconto in testa e il bisogno disperato di metterlo nero su bianco. È venuto fuori un mattone di 500 pagine che prima o poi dovrò editare.
E: Scrivo da sempre! Alle elementari adoravo i temi, alle medie scrivevo storie a quattro mani con la mia migliore amica, a venti pubblicavo poesie. La scrittura mi ha sempre accompagnata, anche se solo di recente mi sono finalmente avvicinata alla letteratura.
Salve Entucci, oggi vi voglio presentare il libro di Argeta Brozi, Tentazioni. Forse qualcuno di voi conosce già questo libro e l'autrice, ma la grande novità è che questo romanzo prima auto pubblicato dall'autrice ora uscirà a Luglio con la casa editrice Newton Compton. Un grande traguardo per l'autrice. Una storia forte e passionale.
TITOLO: Tentazioni
AUTORE: Argeta Brozi
PAGINE: 384
EDIZIONI: Newton Compton
COSTO: 4,90 € cartaceo - 3,99 € Ebook
TRAMA: Ylenia ha venticinque anni ed è già profondamente delusa dagli uomini. Non crede più nell'amore e non ha alcuna fiducia nel genere maschile.
Proprio per questo decide insieme alla sua amica Laura di prendersi una rivincita: sedurre i fidanzati delle ragazze che cominciano a rivolgersi a lei per mettere alla prova la fedeltà dei loro uomini.
Comincia tutto come un gioco eccitante, condito da un pizzico di pericolo e spregiudicatezza, ma Ylenia non tarda a rendersi conto che chi scherza col fuoco rischia di bruciarsi... E poi c'è Brian. Un incontro casuale, praticamente amore a prima vista. Ylenia tenta con tutte le proprie forze di ignorare i suoi sentimenti, per evitare l'ennesima delusione, ma l'attrazione è tale che non riesce a resistergli.
E proprio quando le sue difese cominciano ad abbassarsi, anche lui, come tutti gli altri, si rivela un ragazzo da cui è meglio stare alla larga. Ylenia è a pezzi, ma c'è ancora un sogno a tenerla viva, ad aiutarla a continuare a sperare: New York...
Salve Entucci!! Oggi vi voglio presentare la nuova edizione de Il profumo del sud di Linda Bertasi, ripubblicato in Self e con spezzoni inediti, quindi chi ancora non ha avuto il piacere di leggerlo potrà farlo ora e lasciarsi trasportare dalla bellezza di questo romanzo!
Titolo: Il profumo del sud
Autore: Linda Bertasi
Prezzo di copertina: € 14
Prezzo ebook: € 1,99
Pagine: 308
Editore: Self-Publishing
Genere: romanzo storico sentimentale
Formato: ebook – A breve il cartaceo
Data di uscita: Giugno 2015
Trama: Porto di Genova 1858 - Venuta a conoscenza del suo scomodo passato, Anita Dalmasso decide di partire per il Nuovo Mondo. La traversata dell’Atlantico segnerà profondi mutamenti nella sua vita: l’incontro con l’affascinante uomo d’affari americano Justin Henderson e quello con Margherita Castaldo, liberale e impavida proprietaria terriera.
Giunta a New York seguirà la nuova amica nella sua piantagione a Montgomery e qui sarà conquistata dalle bianche distese di cotone, dai profumi e dai colori del profondo Sud americano, con i suoi contrasti e le sue ingiustizie.
Il destino avrà in serbo per lei non solo il rosso della passione, ma anche i travolgenti venti di guerra che si profilano all’orizzonte e che porteranno un’intera nazione alla guerra civile, sconvolgendo ancora una volta il corso della sua esistenza.
QUALIFICA DI MERITO COME ‘AUTORE COMMENDEVOLE’ AL VII PREMIO LETTERARIO EUROPEO ‘MASSA CITTA’ FIABESCA DI MARMO E MARE’
SECONDA EDIZIONE CON CONTENUTI INEDITI E LA PREFAZIONE DI ADELE VIERI CASTELLANO
Carissimi entucci, eccoci con un nuovo appuntamento del nostro salottino virtuale, nella rubrica Salottino Letterario, dove intervistiamo per voi gli autori che vi fanno emozionare con le loro storie.
Quest'oggi è nostra ospite l'autrice del libro "Il senso del nostro amore", Monica Peccolo. Potete leggere la recensione del suo libro qui
Ma ora andiamo a conoscerla meglio...
1. Ciao, Monica, benvenuta nel mio piccolo angolo dedicato agli scrittori. Per prima cosa ti chiedo di parlarci di te, di dirci chi è Monica Peccolo.
R. Una donna, orgogliosa di esserlo, nonostante le difficoltà che questo comporta nella nostra società ancora oggi. Una compagna e una mamma, spero anche una buona amica per tante persone intorno a me. Un essere umano che cerca di vivere bene, sfruttando la bellissima opportunità di camminare in questo mondo.
2. Nella tua biografia si legge che sei cresciuta in mezzo all’arte grazie al mestiere dei tuoi genitori. Ti va di parlarci di loro e del loro lavoro?
Eccoci qui con un nuovo appuntamento dedicato alle nostre interviste, solo che questa volta nel nostro salottino non verrà ospitata una scrittrice, ma un'artista che reputo di grande Talento, sì talento scritto con la T maiuscola.
Ho conosciuto Susy tramite Facebook, come ultimamente mi capita. La musica ha permesso questo fantastico incontro, in particolare un gruppo che amiamo entrambe, gli U - Kiss, di cui vi parlerò presto nella nostra rubrica I love song.
Parlando con lei poi abbiamo scoperto che oltre alla passione per gli U - Kiss abbiamo un'altra cosa in comune, lottiamo per realizzare i nostri sogni, anche se non abbiamo un sogno comune, perché lei disegna e permettete di dirvelo, che disegni!
Benvenuti in un altro appuntamento con le nostre interviste. Oggi avremo come ospite l'autrice Cristina Obber, l'autrice del libro L'altra parte di me.
1. Benvenuta Cristina in questo piccolo salottino virtuale. In questo spazio diamo la possibilità ad autori, più o meno conosciuti, di raccontare di sé e dei loro libri. Oggi sarai nostra ospite. Come prima domanda, quella ormai classica, ti chiedo di parlarci di te. Chi è Cristina quando non scrive?
R. E’ una donna di 50 anni che quando non scrive si occupa di tante altre cose. Quando invece si occupa di sé questa donna sta con suo marito, le figlie, il figlio, tanti amici e amiche da invitare a cena. Ha tanti libri da leggere davanti al caminetto. Le piace viaggiare, adora il cioccolato.
2. Parlaci della tua passione per la scrittura, quando è nata e quali sono stati i tuoi inizi?
R. E’ nata da ragazzina, ho letto tanti classici durante il periodo delle medie, mi sono innamorata di tante storie. Per molti anni ho scritto solo per passione personale, la scelta sbagliata della scuola superiore, molto tecnica, mi ha impedito di trasformare in lavoro il mio talento, e quando poi lavori molto ti resta sempre meno tempo per fare quello che ti piace. Ho ripreso a scrivere seriamente a quarant’anni, quando ho chiuso la mia attività e mi sono ritrovata ad avere finalmente un po’ di tempo per me.
Ed eccoci qua, nel nostro piccolo salottino per parlare con un nuovo autore. Il nostro ospite di oggi è
Stefano Mancini, vi avevo presentato il suo libro pochi giorni fa.
Quindi preparate biscotti e tè e iniziamo a conoscere questo bravissimo e simpaticissimo autore.
1. Ciao Stefano, ho avuto il piacere, come ho accennato poco fa, di conoscerti tramite la Linee Infinite, ma vorrei dare questa possibilità anche ai nostri lettori. Dicci qualcosa di te, chi è Stefano?
Ciao Ilaria e intanto grazie per questo spazio “virtuale”. Non mi dilungo troppo su di me e mi limito a dire che sono un appassionato di scrittura fin da quando sono molto piccolo. Mi è sempre piaciuto inventare storie e mondi da popolare con i miei personaggi. E scrivere è a tal punto la mia passione che ne ho fatto anche il mio lavoro. Sono infatti un giornalista per un’importante agenzia di stampa, ma anche un editor: mi occupo infatti di correggere i testi inediti di autori più o meno affermati dando loro il mio aiuto di professionista, oltre che di appassionato.
Buon giorno entucci ebbene si da un po di giorni abbiamo iniziato a pubblicare i nostri speciali per la festa di Halloween ma non è detto che vci siamo dimenticati dello scopo principale di questo nostro bloghettino infatti oggi per staccare un pò vi voglio parlare del giveawey che ha come dire rivoluzionato un po il mondo dei blog letterari. sto parlando del blog tour dedicato alla trilogia fantasy dispotica di Ilaria Pasqua, Il Giardino degli Aranci.
In occasione dell'uscita avvenuta il 17 ottobre la casa editrice Nativi Digitali Edizioni promuove, insieme a ben 27 blogger, un BlogTour con offerte speciali e Giveaway!
Dal 14 al 25 ottobre, i blog partecipanti presenteranno un contenuto originale tratto dal primo (Il Mondo di Nebbia) o secondo (Il Mondo del Bosco) libro della trilogia, tra estratti, interviste, approfondimenti e recensioni. Per seguirli tutti, c'è un Evento su Facebook! Ma prima una piccola presentazione del romanzo
Carissimi entucci per me è un grande piacere ospitare nel nostro piccolo angolo la nostra cara Serena, compagna di blog, gemellina e amica formidabile.
Come ben saprete ho conosciuto Serena su facebook, come è successo con Consuelo e da quel giorno siamo diventate inseparabili. Non potevo conoscere persone migliori di loro.
In questi anni di amicizia ho potuto conoscere la splendida persona che è Serena, ma oggi voglio dare la possibilità anche a voi, quindi andiamo a intervistarla.
Buon pomeriggio Entucci cari! Oggi ho il piacere e l'onore di pubblicare l'intervista fatta alla mia amica e scrittrice Ilaria Militello. Iniziamo subito, perché le sue risposte sono super interessanti.
1. Perché hai deciso di iniziare a scrivere?
Ho deciso di iniziare a scrivere perché mi sentivo a un punto della vita in cui avevo bisogno di tirare fuori tutto quello che avevo dentro. Tutti i miei sogni, i miei desideri. Volevo poter regalare emozioni anche io. Volevo rendere reali quei mondi che esistevano nella mia testa, nelle mie fantasie.
2. Quando scrivi, inventi le cose sul momento o hai già chiaro lo svolgimento dei fatti?
Di solito ho un’idea della storia in generale, poi poco alla volta mi immagino o mi sogno i vari passaggi, annotandoli e creandomi una specie di scaletta, appunti per lo più.
Ho deciso di iniziare a scrivere perché mi sentivo a un punto della vita in cui avevo bisogno di tirare fuori tutto quello che avevo dentro. Tutti i miei sogni, i miei desideri. Volevo poter regalare emozioni anche io. Volevo rendere reali quei mondi che esistevano nella mia testa, nelle mie fantasie.
2. Quando scrivi, inventi le cose sul momento o hai già chiaro lo svolgimento dei fatti?
Di solito ho un’idea della storia in generale, poi poco alla volta mi immagino o mi sogno i vari passaggi, annotandoli e creandomi una specie di scaletta, appunti per lo più.
Buon giorno miei adorati ent eccoci qui con una nuova puntata del salotto letterario. oggi abbiamo qui con noi uno scrittore molto affermato sto parlando di Luca Centi ha pubblicato con la piemme svariati libri tra cui Il Silenzio di Lenth, Il Primo Peccato, Proquel Sella Saga Il Sogno Della Bella Addormentata
Pirima di passare all'intervista ecco qualcosina su quest'autore:
Nato a L'Aquila il 29 luglio 1985, ha frequentato il Liceo Scientifico Linguistico Andrea Bafile del capoluogo abruzzese e si è poi laureato nel 2010 in Culture per la Comunicazione e successivamente, nel 2012 in Teorie dei Processi Comunicativi.
Ha esordito nel 2009 con il romanzo fantasy per ragazzi il silenzio di Lenth, pubblicato da Edizioni Piemme. Nel 2011 è uscito il suo secondo romanzo, di genere chick lit, intitolato Il club dei disoccupati, pubblicato dalla casa editrice ARPANet e nel 2012 un suo racconto è stato incluso nell'antologia Stirpe Infernale edita da GDS Edizioni.
Nel 2013 è stato pubblicato il suo ultimo romanzo, Il sogno della Bella Addormentata, pubblicato da Edizioni Piemme, anticipato dal racconto-prequel Il primo peccato, scaricabile gratuitamente dal sito della casa editrice.L'autore non ha escluso la possibilità di un sequel del romanzo.

Buon lunedì cari entucci e visto che siamo a inizio settimana ed è sempre un po' dura, oggi vi voglio presentare Lorenzo Laneve, autore del libro che ho recensito pochi giorni fa, Nel vento. Lorenzo è un uomo in gamba, bravo e soprattutto divertente. Le sue risposte vi faranno sorridere e sicuramente allieteranno la vostra giornata.
1. Ciao Lorenzo! E’ un vero piacere averti qui nel nostro blog. Per iniziare a rompere il ghiaccio parlaci un po’ di te. Chi è Lorenzo nella vita di tutti giorni?
Intanto grazie a voi per questa porta aperta, di solito le porte sono tutte chiuse per gli autori emergenti/esordienti/pernullaimportanti (e spesso a doppia mandata ndr) Chi è Lorenzo Laneve? È una persona come te, o come chi sta leggendo questa intervista, niente di più e niente di meno. Faccio un lavoro difficile per una manciata di euro che non bastano mai, proprio come la maggior parte delle persone che hai intorno nel raggio di 700 km.
Buon pomeriggio entucci finalmente oggi si respira, l'aria è più fresca e da fuori arriva il profumo, della terra bagnata da piccole goccioline di pioggia. Sicuramente sara passato il pastore dei lupi in occasione dell'ospite che è venuto a trovarmi quest'oggi sto parlando della carissima Silvia Marchesini scrittrice dell romanzo Prima del Solstizio Di Inverno - troverete QUI la mia recensione. Conosciamola insieme...
- Ciao Silvia benvenuta nel nostro piccolo angolino segreto, io e mia sorella Selene siamo liete di averti con noi oggi per questa piccola intervista, ti andrebbe di presentarti ai nostri lettori parlandoci di te e dei tuo hobby?
Ciao Ragazze, prima di tutto, grazie infinite per questa opportunità!
Parlare di me… che dire? Ho 36 anni, vivo sola in una frazioncina dell’Appennino Parmense, faccio l’impiegata di professione, saltuariamente lavoro come sommelier, ma il mio sogno è un giorno poter essere solo una scrittrice. Amo leggere, soprattutto fantasy, mi piace andare al cinema, ho una vera passione per il trekking in montagna, mi piacciono gli anime giapponesi, la musica metal (dagli anni 80 ad oggi), il giardinaggio, i cani e mi diletto in cucina.
- Quando è nata la tua passione per la scrittura?
Buon pomeriggio Entucci come và? Io tutto ok anche se un po impegnata ultimamente XD ma nonostante lo stres giornaliero riesco sempre a trovare un attimino di tempo per voi ^_^. Voglio farvi una piccola domanda chi di voi conoscete Marta Palazzesi l'autrice del libro Il Bacio Della Morte? Bene per chi non la conoscesse eccomi qui a presentarvela con questa splendida intervista ......
- Benvenuta Marta nel nostro piccolo angolino segreto io e mia sorella Selene siamo liete di averti qui con noi per questa piccola intervista. Ti andrebbe di iniziare a parlarci un po’ di te e dei tuoi Hobby?
Ciao ragazze, grazie a voi per avermi invitata a questa piacevole chiacchierata. Devo confessare di non avere hobby particolari. Quando ho voglia di staccare un po’ la spina e dedicarmi a qualcosa di manuale per rilassarmi, mi metto in cucina e preparo dei dolci, ma devo ammettere che i risultati non sono sempre gloriosi.Per quanto riguarda il mio tempo “lavorativo”, oltre a scrivere svolgo dei lavori legati al settore, come schede di valutazione e piccole traduzioni. Per un periodo ho fatto la lettrice di proposte spagnole per ragazzi, un’esperienza molto utile e interessante.
- Quando è nata la tua passione per la scrittura?
Da bambina. Amavo leggere e di conseguenza cercavo di creare delle storie tutte mie.
Buon pomeriggio miei cari Ent eccomi di ritorno con la rubrica Conosci L'autore che ho pubblicato con un giorno di ritardo ma come dice un proverbio meglio tardi che mai hihih. Oggi qui con noi abbiamo un ospite davvero speciale sto parlando dello scrittore Simone Draghetti il quale ha concesso a me e mia sorella Selene una piccola intervista conosciamolo insieme:
- Ciao Simone, benvenuto nel nostro piccolo angolino segreto, io e mia sorella Selene siamo liete di averti con noi quest'oggi per questa piccola intervista, noi ti conosciamo come scrittore e direttore editoriale della casa editrice Linee Infinite, Ma in realtà chi e Simone Draghetti?
Ciao, Simone è una persona normalissima. Ho 41 anni, vivo a Lodi, piccola cittadina lombarda, mi piace leggere e scrivere. Adoro ascoltare musica: heavy metal, hard rock, prog., classica, musica antica e folk, soprattutto irlandese e dei paesi scandinavi. Sono un incallito viaggiatore e prediligo i paesi dell'est e del nord Europa. Amo alla follia la Russia. Un'altra mia grande passione è la storia. Medioevo su tutto.
- Quando è iniziata la tua passione per la scrittura, e quando hai capito di voler diventare scrittore?
Faccio una piccola premessa. Scrittore è una parola “grossa”, mi definisco un amante della scrittura che coltivo con passione ma con coerenza, nel senso che conosco i miei limiti. E' vero, cerco di migliorarmi, ma dire che sono uno scrittore...questo titolo lo lascio a chi veramente lo è. La passione per la scrittura la coltivo fin da ragazzo. Ho sempre amato creare storie di fantasia, perdermi in mondi creati dalla mia immaginazione. Era iniziato tutto come un bel passatempo ma, con il trascorrere degli anni è diventata una cosa più seria. Quello che però non perderò mai è la sensazione di creare avventure che mi facciano uscire dalla realtà e dalla monotonia quotidiana.
- Hai un genere preferito nella lettura?
Avventura, thriller, spy story, horror, noir ma anche storie a sfondo storico.
- Qual'è il tuo autore preferito? Hai preso spunto da esso nei tuoi romanzi?
Come autore italiano amo leggere Umberto Eco. I suoi libri sono splendidi capolavori. Eco è inarrivabile, sia come narratore che per il suo modo di scrivere, semplicemente fantastico. Per gli autori stranieri, su tutti Stephen King. King mi ha fatto passare intere nottate a leggere i suoi romanzi, avvolgendomi nelle spire delle sue storie, facendomi fremere, impaurire, sorridere. Un grande. Ispirarmi a lui? No, per carità. Lui è il re!
- Nei tuoi primi romanzi Brezza D’Oriente e Registan prediligi gli ambienti orientali, come mai questa scelta? Ti va di raccontarci come sono nati?
La scelta è derivata dal fatto che, generalmente, le storie d'avventura e d'azione sono ambientate prevalentemente negli Stati Uniti. Ero stufo di leggere di Los Angeles, New York o di altre cittadine americane. Non amo quel paese, troppo consumista, troppo individualista, arretrato culturalmente e con una storia pari a zero. Volevo imprimere nei miei romanzi un'atmosfera diversa, inserendo personaggi Europei od Asiatici, con città che avessero una storia alle spalle. In fin dei conti noi abitiamo in un luogo ricco di cultura, come tutta l'Europa, come l'Asia. Gli americani non hanno nulla da insegnarci, anzi, forse siamo noi che possiamo insegnare qualcosa a loro. Inoltre la mia passione per certi luoghi che ho visitato di persona mi ha aiutato nella costruzione dei romanzi. Credo non ambienterò mai nulla in America, poco ma sicuro.
- A marzo del 2011 torni in ribalta con una serie di racconti raccolti in un unico libro che intitoli Love and Darknes, da dove è nata quest’idea? C’e un legame tra il Buio e la Luce?
“Il buio e la luce” è stato il primo libro che Linee Infinite ha pubblicato. Era il lontano 2007. Quel libro è stato un esperimento. In qualche modo si doveva partire ed abbiamo iniziato con un mio volume. I nove racconti che si trovano in “Il buio e la luce” sono stati rivisti e corretti ed inseriti nella seconda raccolta “Love and darkness” con altri scritti che avevo completato. Questo libro tratta l'amore e l'oscurità, due lati che fanno parte della vita umana. L'amore per una donna, per un amico, per il tuo animale o per la tua città, uniti all'oscurità: omicidi, paure, mostri, incubi. Alla fine i racconti sono metafore delle follie umane e dei sentimenti che albergano all'interno delle persone. Ovviamente alcuni portati all'eccesso per scopi narrativi.
- Io personalmente ho letto qualche storiella racchiusa in questo tuo 4 libro, se devo essere sincera, appena letti i titoli delle varie storie mi sono fiondata su quella di Babbo Natale, immaginavo una storia un pò diversa visto che lo hai inserito nella sezione Darkness ma non fino a questo punto, e qui la domanda nasce spontanea come mai hai voluto raffigurare l’idolo dei bambini in un mostro?
A Natale si diventa tutti buoni, anche chi nella vita ha compiuto o sta compiendo atti efferati, brutali. Il buonismo in questo periodo dell'anno dilaga e sinceramente sono schifato da tutto ciò, unito al consumismo che sovrasta una festa che dovrebbe essere semplicemente religiosa. Non sono credente e non mi interessano queste festività, ma non sopporto che il consumismo sovrasti tradizioni secolari che fanno parte della nostra storia. Il Babbo Natale che conosciamo l'ha creato la Coca Cola, sulla base di antiche leggende e tradizioni. Ormai l'uomo barbuto e vestito di rosso è entrato nell'immaginario collettivo e tutti i bambini l'attendono con ansia. Ma Babbo Natale è come la multinazionale che l'ha creato, non sempre è buono...
Una piccola nota di contorno: a Lodi si festeggia il 13 Dicembre, come in altre parti d'Italia, Santa Lucia. Quando ero bambino, ma anche adesso, questa festa per noi della zona è molto più importante di Natale. I bambini attendono la Santa che nella notte tra il 12 ed il 13 viene nelle case a portare i regali. Per noi Santa Lucia è stata, lo è e sarà sempre più importante di Babbo Natale. Quello finto e consumista, quello che io ho voluto raffigurare come un mostro!
- Una cosa che mi è piaciuta molto di questo libro e l’inizio delle due sezioni Love e Darkness, nella sezione Love apri con una famosissima canzone degli Scorpion Still Loving You (Sono Ancora Innamorato di te) per poi passare nella sezione Darknes con Reapter (Il Mietitore) dei Bathory che viste le storie quest’ultima mi sembra azzeccatissima come scelta, cosa ti ha portato ha scegliere queste 2 song specifiche? C’è stato uno studio dietro queste tue scelte oppure ti sono venute in mente subito?
Istantaneamente, quando decisi di dividere le due sezioni del libro. Gli Scorpions sono un gruppo a cui sono molto legato ed hanno composto nella loro carriera delle meravigliose canzoni. Bathory, nella metà degli anni ottanta, era l'essenza del male più assoluto, musicalmente parlando. Anticonformista, con testi violenti, spesso censurati. “The reaper” era la ciliegina sulla torta per aprire la sezione Darkness. Inoltre volevo omaggiare questi due gruppi.
- Insieme a Cinzia Baldini nell’aprile di quest’anno viene pubblicato il tuo 5 libro Non Nobis Domine “I Custodi Della Verità”, come ti sei trovato a collaborare con Cinzia?
Collaborare con Cinzia è stata un'esperienza fantastica. A parte il fatto che è una scrittrice dal talento innato, è soprattutto una persona dolcissima e gentilissima, un'amica. Abbiamo trovato questa alchimia, questo modo di collaborare che ha fatto nascere Non Nobis Domine. Scrivere con lei questo romanzo è stato divertente. Ci sentivamo via mail e passavamo interminabili pomeriggi al telefono a discutere, a scambiarci opinioni, su come far proseguire la storia, su come renderla più elettrizzante, su come creare scene di suspance etc..etc... Un'esperienza unica
- Ti va di darci qualche anticipazione su questo tuo nuovo romanzo?
La storia è ambientata a Roma. Alexia, giovane antiquaria entra in possesso di un antico diario scritto da Martino De Rovet, un cavaliere Templare vissuto a cavallo del 12 e tredicesimo secolo. Da qui partiranno diverse avventure che coinvolgeranno Alexia ed un affascinante poliziotto. La Cia, l'inquisizione (tutt'ora esistente ma che ha cambiato nome), l'MI6, il KGB. Con puntate nel 13 secolo a fianco di Martino De Rovet. Insomma un'avventura sulla scia dei libri di Dan Brown e di quegli scrittori che trattano temi legati al Vaticano ed alla sua “ombra” sul mondo.
- Durante la creazione dei tuoi numerosi Romanzi, quali sono state le maggiori difficoltà incontrate?
La paura di arrivare ad un punto dello scritto e di annoiarmi. Se io stesso che scrivo mi annoio, non vorrei essere nei panni di chi leggerà poi il libro. Questo è sempre stato il mio terrore, sin dagli esordi. Di difficoltà oggettive non ne ho mai trovate, anche perché, prima di scrivere ed iniziare una storia, cerco sempre di documentarmi al meglio, al fine di non incorrere in errori, anche semplicemente geografici.
Quello che temo, più di ogni altra cosa, è la noia.
- Tra tutti i romanzi che hai scritto c'è nè uno al quale sei maggiormente affezionato? Se la tua risposta e un si perché?
Il primo “Brezza d'oriente”. Un po' perché, a parte alcuni racconti, è stata la storia più elaborata che avevo scritto. Ormai sono passati quindici anni da quando quell'avventura è nata. L'ho riletto di recente e ti giuro che sono rimasto colpito da quanto è semplice. Andrebbe rivisto, corretto, rielaborato, insomma, per alcuni versi rifatto. Prima o poi ci rimetterò mano. Un altro motivo che mi lega a questo volume è il tema che ho trattato: la prostituzione. Un argomento che le persone liquidano con troppa facilità, dando per scontato che le ragazze che praticano quel “lavoro” ci sono e sempre ci saranno. Ma non molti ne analizzano il fenomeno e si chiedono il perché di tutto questo. Nessuno si chiede cosa si nasconde dietro a tutto questo. I soldi che circolano, la malavita, la connivenza con gli stati sovrani o con apparati di essi. Insomma un mondo difficile e crudele. Ma noi continuiamo a non vedere...
- Hai mai pensato di trasformare una delle tue storie in un film?
Non sta a me giudicare questo. Come ti dicevo prima, conosco i miei limiti e credo che nessun regista o casa di produzione cinematografica attingerà alle mie storie per creare un film. Ciò non toglie che Brezza d'oriente, Registan e Non Nobis Domine, offrono una trama cinematografica. Sono romanzi ricchi d'azione, d'avventura, di storie d'amore. Ingredienti adatti ad un film.
- Attraverso i tuoi libri qual'è il messaggio che vorresti far arrivare hai tuoi lettori?
Riflettere su ciò che ci circonda. Aprire gli occhi, perché il mondo in cui viviamo non è dorato, non “sbrilluccica” al sole come i vampiri della Meyer (Il vampiro è uno solo ed è Dracula, quello di Stoker!), ma è duro, a volte cattivo e soprattutto violento. Le storie, nella realtà non sono mai a lieto fine. Fondamentalmente sono un sognatore, ma so bene quando il sogno evapora e la realtà entra nella nostra vita, cruda e spietata. Quello che vorrei consigliare è di vivere, vivere intensamente.
- Hai qualche consiglio da dare ha chi vuole intraprendere la carriera da scrittore?
Innanzitutto essere umili, perché nel mondo c'è sempre qualcuno più bravo di te. Scrivere per passione e non perché, a tutti i costi, si vuole diventare professionisti. Se uno si avvicina alla scrittura per questo motivo, allora è finito in partenza. Ultimamente vedo su facebook profili di persone che a fianco del loro nome scrivono “Autore”, “Scrittore” o cose simili. Io sono solo Simone Draghetti, scrivere è una delle mie passioni, ma non è la “mia vita”. Ci sono altre cose a cui tengo e per cui è bello vivere. L'arte è una cosa meravigliosa, ma non è tutto. Un giorno una persona mi ha detto: “Ho scritto il mio ultimo capolavoro”. Evviva l'umiltà. Ma non dovrebbe essere questa persona a definire capolavoro quello che ha scritto, lui è solamente un “artigiano” che ha creato la storia e, se questa è bella, sarà il pubblico a definirla un capolavoro.
Umiltà, la parola che soprattutto gli esordienti hanno dimenticato.
- Quali sono i tuoi programmi Futuri? Ci sono nuove aspettative nel campo editoriale? Hai in mente di scrivere qualche nuovo romanzo?
Momentaneamente mi sto dedicando a scrivere racconti horror. Mi rilassano e mi fanno divertire. Romanzi finiti ne ho due: “Eternità” un tomo di ottocento pagine, una storia d'amore e avventura tra l'Italia e l'Olanda. “Il vento dei ricordi” in pratica è il seguito di “Brezza d'oriente” . Sto scrivendo, oltre ai racconti, il seguito di “Registan” a titolo “L'ombra della morte” questa volta non più ambientato in Uzbekistan, ma in Russia. Infine ho in cantiere una storia ambientata in Kossovo che si chiamerà “Balcani”.
- Bene siamo arrivati alla fine di questa lunga intervista ^_^ ti ringraziamo per averci dedicato un pò del tuo tempo, e per aver collaborato con noi e i nostri blog, spero tornerai a trovarci un abbraccio Arwen e Selene
Un abbraccio a voi e grazie d'avermi concesso questo spazio nel vostro blog.
Un saluto a tutti i lettori.
Grazie Ancora a Simone Draghetti per aver accettato questa nostra intervista ^_^ vi ricordo che la rubrica Conosci L'autore ritornera giorno 28 Dicembre con un altro Ospite A presto
-
Ciao Alessandra,
benvenuta nel nostro piccolo angolino, io e mia sorella Selene siamo liete di
averti con noi quest'oggi per questa piccola intervista, quando è iniziata la
tua passione per la scrittura, e quando hai capito di voler diventare
scrittrice?
Io ringrazio voi per questa intervista e un grazie anche di
cuore all'interesse che state dimostrando verso di me e i miei scritti. Davvero
per una esordiente come me sconosciuta ai più, questo vuol dire molto. La
passione per la scrittura, come mi piace sempre ricordare, è nata con me. Fin
da piccola ho sempre adorato leggere, per i libri è stato amore a prima vista e ho capito subito che un
giorno avrei voluto inventare storie che fossero farina del mio sacco. Il
desiderio di essere una scrittrice me lo porto dietro da quando facevo le
scuole medie tant'è che mi ricordo di aver chiesto alla mia professoressa,
durante l'orientamento per le scuole superiori, se ci fosse proprio una scuola
per scrittori. Temo di avercelo nel sangue il mestiere di scrivere. E' l'unica
cosa che mi rende felice attualmente e davvero non potrei vivere senza.
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Hai esordito come
scrittrice con la tua raccolta poetica
“Brevi monologhi in una sala da ballo di fine ottocento” pubblicato nel
2008 con la casa editrice filo ti va di parlarci un pò di questa tua raccolta?
Non avrei mai immaginato a dirla tutta di esordire con un
libro di poesie. E' stato un esperimento il mio riuscito, perché grazie a quel
libro mi sono fatta conoscere al pubblico. I Monologhi sono un omaggio alla
poesia di Edgar Lee Masters e alla sua Antologia di Spoon River. Ogni poesia
nel mio libro ha come titolo il nome del protagonista della lirica e i
personaggi si alternano in questa sala da ballo immaginaria che non è altro se
non una metafora del mondo stesso. Ci ho messo davvero il cuore in questo libro
più che la fantasia. E spero un giorno di poter dare a quest'opera una seconda
opportunità, magari su amazon chi lo sa.
-
Sempre nel 2008
pubblichi i tuoi primi due romanzi fantasy “Un solo destino” e “Heliaca la
pietra di luce” qual'è stata la fonte di ispirazione per questi 2 romanzi?
Il fantasy è sempre stato uno dei miei generi preferiti, mi
rispecchio in esso e vi perdo sia la mia mente che l'immaginazione. Prima di
pubblicare questi due libri avevo già scritto un fantasy, ma mai completato.
Quello era piuttosto una prova, un'esercitazione. E' stato poi Tolkien a darmi
la spinta giusta per scrivere la mia saga. Lui e la sua capacità di ricreare un
mondo unico e inimitabile. Ora il Professore è stato un genio, io non credo di
avere una simile capacità. Ma ce la sto mettendo tutta a creare l'Egucron che è
un mondo incantato dove la Natura costituisce l'elemento fantastico dell'intera
saga.
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Nel aprile del 2012
torni in ribalta con il romanzo fantasy La Stirpe di Agortos pubblicato con la
casa editrice Rei ti va di parlarci un pò di lui?
La Stirpe di Agortos non è altro che la revisione di Un solo
destino. Il motivo per il quale ho voluto riprendere dall'inizio la saga è
difficile da spiegare. Non c'entra nulla il rapporto con la precedente casa
editrice, è stata piuttosto una scelta personale che ho fatto dopo un lungo
anno in cui mi sono fermata dallo scrivere. Un lungo anno che spero di non
ripetere ma più. Con la Stirpe riprendo la saga da capo, arricchendola di
particolari che nel primo libro non c'erano. Anche Heliaca verrà smantellata e
ricorretta in toto.
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Come mai hai
utilizzato lo pseudonimo di Elisabeth Gravestone per pubblicare questo tuo
romanzo?
Come ti dicevo, ripubblicando un libro già edito il mio
attuale editore mi ha consigliato di adottare uno pseudonimo per dare un taglio
netto con la precedente pubblicazione. Elisabeth Gravestone è in realtà una mia
creatura, ovvero la protagonista di una Fan Fiction ispirata a Supernatural, il
telefilm. Lei ha molto di me, ecco perché l'ho adottata come mio alter ego. Non
potevo scegliere nome migliore.
-
Anika e Airen sono
nomi alquanto insoliti, da dove nasce questa tua scelta?
Ho frequentato il liceo classico e questo mi ha facilitato
nella scelta dei nomi in quanto tutti i nomi hanno matrice greca. Nello specifico
Anika è nata dalla parola νίκη (vittoria) alla quale ho aggiunto l' α
privativo. Dunque letteralmente “senza vittoria”. Ciò spiega il percorso di
questo personaggio tormentato dagli stessi dubbi e segreti del padre che le
causeranno non pochi problemi. Airen invece non è altro che una modifica del
termine εἰρήνη (pace).
-
Qual'è il
personaggio al quale sei maggiormente affezionata, e perchè?
Senza alcun dubbio Agortos. E' lui, che come me, ha dato il
via alla saga con il Patto che ha stipulato con la Natura. Lui ha generato
tutto, un po' come io ho creato le generazioni. Poi lui come me è curioso verso
le cose del mondo, è introspettivo, ama la natura ed è molto riservato. Senza
contare che ama quello che fa e dà la vita per i suoi studi, un po' come faccio
io con la scrittura.
-
Qual'è invece quello
che ti ha dato maggior difficoltà nella sua realizzazione?
Direi Siderin, il cattivo della storia. Il signorotto di
turno che ostacola Airen coi suoi capricci e detesta Donamis. L'ho odiato anche
io durante la stesura del libro. Alcuni mi hanno criticato il fatto che fosse
il classico cattivo cattivissimo delle storie, ma in realtà è proprio così che
ho voluto descriverlo, cinico egoista e all'apparenza indistruttibile. Convinto
di sé come lo sono certe persone senza averne però il motivo. Lui si, mi ha
creato difficoltà perché mi è stato ostico e temo anche lui alla fine mi abbia
odiata per come l'ho dipinto.
-
Com'è nata l'idea del blog tour dedicato alla stirpe?
Sapevo che parecchi scrittori utilizzano l'espediente del
blog tour per farsi conoscere e allora ho pensato di fare la stessa cosa anche
io, ma naturalmente creando un blog tour diverso. Per questo è nata l'idea
delle lettere che i personaggi scrivono al lettore, perché ciascun personaggio
ha ancora molto da dire al di fuori delle pagine del libro e il lettore può
ascoltare direttamente la loro voce. E' un'idea che penso svilupperò anche per
i miei prossimi lavori.
-
Durante la creazione
dei tuoi numerosi Romanzi, quali sono state le maggiori difficoltà incontrate?
La difficoltà non si trova nella scrittura stessa ma quando
si decide di affidare a qualcuno, ovvero a una casa editrice, il tuo lavoro. La
scrittura avviene in maniera intima quasi, al chiuso nella mia stanza. La
difficoltà sta nel trovare persone serie e oneste che ti aiutino a coltivare il
tuo sogno. Si, oggi c'è la possibilità di auto-pubblicarsi, oggi tutti possono
scrivere e pubblicare in fin dei conti. Difficile è emergere e farsi conoscere
al pubblico. Lavorando con CE piccole questa difficoltà poi si evidenzia.
-
Da dove nasce questa
tua passione per il genere Fantasy?
Il fantasy aiuta a descrivere per mezzo di metafore dei
concetti che penso non saprei esprimere altrimenti. Attraverso le allegorie e
le immagini fantastiche trasmetto dei messaggi velati, e inoltre il fantasy ha
sempre stuzzicato la mia immaginazione. Prima di scrivere fantasy leggo opere
di questo genere, e guardo anche film e telefilm dello stesso tipo.
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Tra tutti i romanzi
che hai scritto ce n'è uno al quale sei maggiormente affezionata? Perché?
Forse i Monologhi. E'
un libro che mi sta molto a cuore perché scritto in un periodo non molto felice
della mia vita, e l'ho buttato giù davvero con l'anima. Ci sono pensieri molto
personali, che magari in un romanzo tendo a camuffare dietro un certo
personaggio o una descrizione fantastica.
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Hai mai pensato di
trasformare una delle tue storie in un film?
Mi piacerebbe moltissimo! Anche perché un film alimenterebbe
la pubblicità al libro stesso. Mi piacerebbe naturalmente contribuire alla
stesura della sceneggiatura, e anche alla scelta degli attori. Insomma il romanzo
prenderebbe una forma reale e tangibile, un ulteriore traguardo per me.
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Qual'è il tuo autore
preferito? Hai preso spunto da esso nei tuoi romanzi?
Ne ho più di uno a dir la verità. Tolkien che ho già citato.
Poi c'è Coelho che adoro per la sua filosofia, Baricco, le sorelle Bronte tra
le quali Emily che amo alla follia, la Dickinson, la Kalogridis, Lewis, King,
Wilbur Smith. Da ciascuno di loro ho imparato qualcosa.
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Hai un genere
preferito nella lettura?
In genere leggo di tutto. Il fantasy naturalmente resta in
cima alla classifica anche se si contende il podio con il genere gotico o
paranormale. Lovecraft o Poe sono altri due miei modelli di scrittura e lettura
che prima non ho citato.
-
Attraverso i tuoi
libri qual'è il messaggio che vorresti far arrivare hai tuoi lettori?
In genere nei miei libri parlo di destino, di
predestinazione. Io credo molto nel destino, nel fatto che ogni uomo è
predestinato a compiere qualcosa di grande (nel suo piccolo naturalmente) nella
vita. Con la Stirpe il messaggio che voglio inviare al lettore è quello di
rispettare il mondo in cui viviamo, tant'è che da un sito internet il libro è
stato addirittura definito una eco- saga. Nella discendente invece molto valore
hanno la famiglia e le amicizie, indispensabili per un essere umano. E infine
il tema della speranza: c'è molta tragedia nella nostra vita, molta sofferenza.
Ma mai arrendersi per questo. I miei personaggi sono dei lottatori, lottano per
ciò in cui credono.
-
Hai qualche
consiglio da dare ha chi vuole intraprendere la carriera da scrittore?
Il consiglio che do sempre è di non puntare subito sulle
case editrici Big, ma di fare gavetta. Certo, non dico di non provare a mandare
manoscritti a loro ma so per certo che le ce grandi sono intasate di opere che
arrivano loro ogni giorno. Io ho scelto la strada delle piccole per farmi le
ossa e per imparare ad approcciarmi con gli addetti ai lavori, e quindi anche
con il pubblico. Inoltre è importante non arrendersi perché le delusioni sono
tante. Il discorso “io scrivo bene” o “io sono bravo” non esiste nell'editoria.
Si ricevono secchi no, ai quali bisogna saper reagire. Quindi molta
determinazione accostata a molta umiltà. La scrittura è una passione non deve
diventare un'ossessione o un motivo di vanto. Altrimenti perde tutto il suo
significato.
-
A breve uscirà il
tuo nuovo romanzo la Discendente di Tiepole che aspetto con ansia e che molto
presto entrerà a far parte della mia libreria personale ti va di darci un
assaggino di questo nuovo romanzo?
La discendente di Tiepole, che sarà edito dalla casa
editrice Butterfly Edizioni, è un paranormal fantasy. Al fantastico qui ho
aggiunto elementi gotici e paranormali. La protagonista, Emma Onofri, torna a
Tiepole il paese originario di sua madre e lì verrà a conoscenza di una verità
che le cambierà la vita. Sua nonna era considerata una sorta di strega e il
territorio è saturo di magia, e Emma farà parte suo malgrado di un piano che
sia la nonna che la discendente devono portare a termine per preservare le
antiche conoscenze magiche del posto. Emma scopre che alcuni ragazzi sono stati
maledetti da sua nonna e costretti a mutare in mostri appartenenti alla
tradizione popolare. E scoprirà che anche lei stessa è maledetta e dovrà fare i
conti con questo suo mutamento interiore. E non posso dirvi altro per ora, ma
spero di avervi almeno incuriosito un poco.
Siamo arrivate alla fine di questa lunga intervista ^_^ Grazi mille Alessandra per averci dedicato un pò del tuo tempo, e per aver collaborato con noi e i nostri blog con la realizzazione di ques'intervista, spero tornerai a trovarci un abbraccio Arwen e Selene
Io ringrazio voi per avermi dedicato del tempo, dandomi così
modo di parlare di me stessa ma soprattutto dei miei lavori. Grazie ancora!
Volevo ricordare a tutti voi che seguite me e questa scrittrice che a fine novembre uscira il suo nuovo capolavoro La Discendente Di Tiepole (Qui troverete la scheda dell'libro) a presto ^_^
Volevo ricordare a tutti voi che seguite me e questa scrittrice che a fine novembre uscira il suo nuovo capolavoro La Discendente Di Tiepole (Qui troverete la scheda dell'libro) a presto ^_^
































