venerdì 27 settembre 2013

Giuseppe Pasquali, Nürnberg Fallout 14/88 (Recensione)

Titolo: Nürnberg Fallout 14/88
Pagine: 311
Prezzo: 12,00 €
Casa Editrice: Linee Infinite

Trama: La Storia è un fiume il cui corso non è possibile imbrigliare in alcun modo. Nessuno l’avrebbe mai predetto. Nessuno, nella Repubblica di Weimar, credeva a quelle parole, livide di rabbia e odio. Sarebbe stata neces­saria un’immane catastrofe perché un partito come quello nazista conqui­stasse il sostegno delle masse. E il disastro arrivò nel 1929 con l’improvviso collasso dell’economia, sulla scia del crollo della borsa di New York. Wall Street fu solo l’avvisaglia della tempesta. Dodici anni dopo, nel 1941, i primi ordigni atomici tedeschi cominciarono a cadere su tutta l’Eu­ropa. Due terzi della popolazione del continente perì nella prima settimana del conflitto. Tra le rovine di nazioni incenerite dal fallout atomico, una sola bandiera sventolava nei deserti radioattivi in segno di vittoria. La croce uncinata nazista. Il Nuovo Ordine voluto dal Terzo Reich aveva inizio. Fu allora che apparvero i Giganti. Sconosciuti. Feroci. Implacabili. Venuti dal nulla con un unico scopo: divorare gli esseri umani. Due secoli dopo, l’umanità si ritrova asserragliata dietro all’ultimo baluardo rimasto in Europa: l’immenso Muro di Berlino che taglia in due il continente. Siamo nell’anno 237 del Reich Mille­nario. La guerra volge al termine. Un conflitto, quello tra Dèi e Giganti, che distruggerà la vita di Gertrude “Trude” Schmitt, crudele ufficiale delle leggendarie Vergini Nere, ordine mo­nastico­guerriero composto unica­mente da donne. Quello del Male è un richiamo forte. È facile schierarsi dalla sua parte. Cosa può salvare gli uomini dal fasci­no delle tenebre?




Oggi come oggi credo sia raro trovare libri con una trama come questa.

Giuseppe Pasquali, di cui ho recensito e apprezzato molto "Samurai Bikini Zombie", continua a stupirmi con il suo modo di scrivere diretto e arduo.

Nürnberg Fallout 14/88 racconta una storia d'amore ma non parla d'amore.

Le sue atmosfere cupe e desolate, rendono l'intera storia attraente e affascinante... dal mio punto di vista, perché io amo gli ambienti lugubri e tenebrosi.

Il suo usare frasi brevi e pungenti ha fatto si che questo romanzo, si posizionasse nella classifica dei miei libri preferiti, in bella mostra sulla mia libreria.

Spero di avere ancora il piacere di leggere e recensire un'altra opera del bravissimo Giuseppe.

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