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My Secret Diary

Titolo: La Mano della Principessa
Genere: Dark Fantasy/Horror
Autore: Mattia Vanfiori
Casa Editrice: Blueberry Fantasy
Data di Uscita: 17 Novembre 2022
Pagine: 269
Ebook: 2,99 euro
Voto: ★★★★★

TRAMA: In fuga da una legione di soldati a cavallo, determinati a catturarla per conto del re, Ginevra trova rifugio in un castello abbandonato. Gli inseguitori fanno irruzione, ma ignorano che, in quel luogo all’apparenza vuoto, si cela una presenza spaventosa, uno spettro che si manifesta in tutta la sua potenza. Il fantasma, scatenando una furia disumana, li uccide tutti, ma risparmia la ragazza. Ginevra conosce così Laura, un tempo principessa, punita in vita per essersi ribellata a un matrimonio combinato e aver amato un soldato. Anche la fuggitiva le rivela di essere una principessa, condannata a morte a causa dell’amore proibito per Cassandra, la propria ancella. Vittime di un destino crudele, ma determinate a riscattarsi e a godere della felicità, stringono un patto: se Ginevra troverà il modo per offrirle una seconda vita con l’uomo amato, Laura le cederà il proprio castello, dove, grazie a un incantesimo, lei e Cassandra potranno vivere al sicuro da ogni male. Ma un’antica maledizione si abbatte su di loro e il tormento sembra essere, ogni giorno di più, il loro unico futuro…

Attenzione
Si consiglia la lettura a persone adulte e consapevoli. 
Il romanzo contiene scene horror


Due principesse, due storie, due piani temporali, due vite così apparentemente diverse tra loro, eppure così simili tra loro, si incontrano in questo romanzo dark fantasy a tinte horror di Mattia Vanfiori. 

È la prima opera di questo autore che leggo e devo dire che sono rimasto davvero molto sorpreso e affascinato dalla storia originale creata dall'autore. 

Una trama che mi ha ricordato quella del Decameron della storia nella storia, focalizzata su Laura e Ginevra, le due principesse, ma anche su Ludovico e Cassandra, i due amori impossibili delle ragazze.

Ho trovato fatta molto bene la ricostruzione del modo di vivere dell'epoca, con l'etichetta e le rigide imposizioni, i trattati di matrimonio, gli svaghi e ancor di più le citazioni dantesche alla Commedia (libro preferito di Laura), ma anche a Petrarca (Le Chiare e Fresche Acque), con tanto di annessa spiegazione dei versi dei poeti finalizzati alla trama.

Per me che sono un amante di Dante, i versi famosi del Canto V dell'Inferno, mi hanno risuonato molto forte dentro l'anima, soprattutto perché davanti ai miei occhi vedevo districarsi la fitta storia di Laura e Ludovico come due novelli Paolo e Francesca, legati da un amore travolgente destinato a una tragica fine.

Stavolta, forse molto più che nei versi del Sommo Poeta quel "Caina attende chi a vita ci spense" emana tutto il potere della vendetta di Laura, che per attuarla sarebbe disposta a tutto. Lei che è diventata uno spettro superiore agli inutili esseri umani, mossa da un'ossessione per Ludovico, per poterlo avere nuovamente con sè.
L'ho trovata con Cassandra il personaggio più ben articolato del romanzo.

Quella che ho maldigerito in più di un'occasione è stata Ginevra, ma sono sempre dell'idea che quando si empatizza con un personaggio seppur in modo avversivo, vuol dire che l'autore è stato in grado di delinearlo con grande maestria e questo è sicuramente un merito di Mattia.

Che dire, un romanzo che merita quattro stelle piene, per l'originalità, per le tinte fosche, gotiche e horror, con un'atmosfera da tardo medioevo e inizio del Rinascimento italiano. 
Mi auguro di leggere ancora altro di questo autore.

Grazie Mattia, grazie Blueberry Fantasy per questa storia!


A prestissimo, Francesco
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Titolo:
 Delthian - Ritorno alle Origini 
Genere: Fantasy Romance
Autore: Emy White
Casa Editrice: Self-publishing
Data di Uscita: 30 Ottobre 2022
Pagine: 618
Ebook: 6.50 euro
Voto: ★★★★☆

TRAMA:  Ivy Russo, una giovane fotografa, incontra un ragazzo misterioso davanti alla porta del suo appartamento.
Eron, un mercenario di bell'aspetto, incaricato di riportarla indietro dalla sua vera famiglia, la condurrà nel mondo magico di Delthian, da dove entrambi provengono.
Lì, la ragazza, ritroverà frammenti del suo passato perduto e capirà che le favole con cui è cresciuta, sono più reali e spaventose di come le ricordava.





“Tu sei quella luce di speranza di cui il nostro mondo necessita. 
Di cui le nostre vite necessitavano. 
Perciò, tenace e intrepida figlia mia, 
sii prudente e non dubitare mai di chi sei davvero.”


Emy White ci presenta il primo capitolo di una nuova serie fantasy romance, dai tratti epici, un romanzo che tiene legati alle sue pagine, grazie alla magia che si respira tra le righe, grazie ai personaggi ironici e simpatici, i cui dialoghi diventano il punto di forza della storia, in grado di trasmettere un senso di freschezza.

Come nella maggior parte dei romanzi fantasy, anche qui troviamo la parabola di crescita della nostra protagonista Ivy Russo, che di punto in bianco si ritrova catapultata dal nostro mondo a uno completamente diverso, grazie all'incontro con Eron un mercenario assoldato per riportarla a casa.
Ivy è la principessa di Delthian, allontanata da casa per essere tenuta al sicuro.

Queste premesse ci permettono di apprezzare particolarmente la trasformazione di Ivy da ingenua e paurosa ragazza, in una donna intrepida, in grado di affrontare il pericolo dell'ignoto.

Per quanto mi sia piaciuto questo tratto della caratterizzazione della protagonista, forse sarebbe stato meglio ridurre l'età di Ivy dai 25 anni ai 16/17 anni, forse più in linea con la figura che ci viene rimandata dalla sua autrice, grazie alle descrizioni e alle interazioni con gli altri personaggi.

La storia di Emy è un perfetto connubio che mescola il fantasy classico con tratti che richiamano l'epica di grandi romanzi come Le Cronache di Narnia o Il Signore degli Anelli, a un romance tenero, delicato, adolescenziale, soprattutto grazie al triangolo che viene a crearsi tra la protagonista Ivy, il mercenario Eron e l'elfo Siè.

L'idea di fondo non è male e l'autrice è in grado letteralmente di trasportarci in terre lontane.
Questa storia ha tutti i numeri per fare di più ed entrare nelle classifiche best seller, visto il pubblico adolescenziale di riferimento.

Lo consiglo a tutti gli amanti del genere!
Non vedo l'ora di leggere un nuovo capitolo su Ivy.


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Titolo: Inanna - Mitologia Sumera
Genere: Horror Retelling Mitologico 
Autore: Emanuela A. Imineo
Casa Editrice: O.D.E. Edizioni
Data di Uscita: 26 Ottobre 2022
Pagine: 216
Ebook: 2.99 euro
ISBN-13: 979-1281052154
Voto: ★★★★★

Trama: Inanna è Dea della natura e della bellezza, regina dei Cieli e della Terra. È sorella di Ereshkigal che, invece, non è più nulla.
Inanna proverà a discendere negli Inferi per salvarla, perché Ereshkigal è diventata Dea oscura, relegata nel Kurnugi, il Paese del non ritorno.
Inanna dovrà lasciare sette cose di sé in ogni livello infernale che attraverserà per raggiungere la regina delle tenebre.
La disperazione senza fine dei dannati graffia via il meglio di chiunque la attraversi. Cosa resterà di lei?
Inanna è una rivisitazione in chiave horror del poema sumero “La Discesa di Inanna negli Inferi”.
Due sorelle, un'ombra e il dolore di dover vivere.

Mi presento all’Inferno per ciò che sono e dovrò essere. Innocente per quello che ero e Dannata per quello che ho fatto. Se proprio questa deve essere la mia punizione, voglio che venga messa da parte la vecchia me e ci sia spazio per la regina che l’Inferno richiede.






Non è il primo libro di Emanuela che leggo, per cui è stato bello tornare a immergersi nella poesia che solo lei riesce a ricreare con le sue parole.
Questo e molto di più è Inanna - Mitologia Sumera, edito da O.D.E. Edizioni.
Un romanzo che si presenta in veste orrorifica, ma che al suo interno si srotola sotto forma di fiaba oscura, con i toni tipici del mito e delle favole della buonanotte.

La storia riprende il mito sumero de La Discesa di Inanna agli Inferi, che racconta il misterioso viaggio della dea Inanna presso sua sorella Ereshkigal, dea della luna e poi regina dell'Oltretomba, che anziché accoglierla con tutti i riguardi che le spetterebbero, la dà in pasto ai suoi sacerdoti oscuri, che decidono di trattenerla nel Kurnugi perchè colpevole... di che? Non ci è dato di saperlo.

Qui Emanuela rivisita il mito delle due dee, facendo covare rabbia e risentimento alla regina Ereshkigal, che da sempre si è vista portare via l'affetto del padre da parte della sorella. Gelosia che la porta a compiere un atto di vendetta nei confronti del padre, che le costa l'esilio nel Kurnugi e la perdita del suo amato. Sarà la stessa Inanna a pronunciare la sentenza, rendendosi colpevole della trasformazione della sorella in una dea vendicativa e senza pietà alcuna.

Quando le tenebre cominciano a coprire la Mesopotamia, di cui Inanna è regina e protettrice, la dea decide di fare visita a Ereshkigal per poter scongiurare il pericolo e finalmente risolvere i dissapori con sua sorella.
Per farlo, Inanna dovrà rinunciare a parte di sè, parte della sua umanità, del suo amore, di se stessa.
Lascia la fedele Ninshubur, compie un sacrificio umano per poter accedere al Kurnugi e man mano che procede lungo i portoni infernali, dovrà consegnare alla creatura dell'oltretomba qualcosa di suo, fino a perdere completamente se stessa.

Se volessimo analizzare il tema portante dell'opera, è certamente l'amore.
Per Inanna, Ereshkigal e Ninshubur l'amore è ciò che muove le loro azioni, i loro gesti e le loro speranze, ma è anche la loro più grande sofferenza.
Per Inanna amare vuol dire rinunciare a se stessa e perdersi, sacrificarsi per coloro che ama;
per Ninshubur vuol dire dedicare la propria vita a un'altra persona, non importa quale sia il prezzo che gli altri pagheranno;
per Ereshkigal l'amore è tradimento, dolore, paura, sconfitta, ecco perchè diventa NULLA. Il dolore e le ferite provocatele dall'aver amato e perduto sono il suo tormento più grande.
L'inferno le regala la possibilità dell'oblio: rimuovere dal suo animo qualsiasi traccia di umanità rimasta, permettendole di nutrire ancora e ancora quel dolore con le anime dei dannati, i cui tormenti le fanno dimenticare il proprio, la rinvigoriscono, la cambiano, trasformandola in una belva.

By IrenHorrors on DeviantArt

Ma chi è Ereshkigal davvero?
Come si conclude il viaggio di Inanna?

Senza fare spoiler, posso solo dire che Emanuela tronca il mito al punto d'incontro tra le due sorelle, facendoci discendere nella follia di entrambe, di quella che ha dato tutto e si è persa e di quella che ha preso tutto per perdersi a sua volta, in un ciclo di eterno ritorno.

Un romanzo che a mio avviso ha poco di horror, per quanto ci siano diverse scene al limite dello splatter, ma le descrizioni di Emanuela permettono di non staccare gli occhi dalla pagina, anche quando si vorrebbe allontanare da sè quel dolore e anestetizzarlo. 
Perchè forse la discesa di Inanna è la discesa di ognuno di noi nel suo buio, nel suo animo più profondo, è il percorso che ognuno di noi fa confrontandosi con l'oscurità che si porta dentro, quella che ci tiene svegli di notte, quella che nutriamo con le nostre ansie e le nostre paure, quella che ci rende folli e stupidi, quella che nonostante tutto ci dice che è possibile amare, ma che ci ricorda quale sia il prezzo di questo atto sconsiderato!

CONSIGLIATISSIMO!

Un grazie sentito a O.D.E. ed Emanuela per avermi invitato a partecipare a questo Review Party,
a presto, Francesco








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Titolo: Carpe Diem Il Gioco dell'amore
Autore: Chiara Della Monica
Editore: Cherry Publishing
Pagine: 358
ISBN: 9781801163224
Genere: Romance
Ebook: 4,99 €
Cartaceo: 15,00 €
Il Mio Voto ★★★★☆

Trama: Luke Mason, dirigente di una multinazionale, ama le sfide, un atteggiamento vincente nel mondo del lavoro ma decisamente dannoso quando si confronta con un ufficiale di polizia. Risultato: la sospensione della patente e una condanna a prendere il treno per andare al lavoro.

Eppure quando vede su quel treno una donna incredibilmente attraente con il laptop perennemente sulle gambe, ne rimane folgorato. Deve essere sua e non indugia un secondo a origliare una sua conversazione per rubare il suo indirizzo mail e proporle il suo gioco: obbligo e verità.

Uno svago per adolescenti direbbero molti. La stessa Mary Proust lo trova un gioco puerile, lei che è sempre stata razionale soprattutto in amore. Si ricrede quando a proporglielo è un affascinante sconosciuto che gli rallegra le tediose giornate da pendolare.

L’interesse l’un per l’altro è palese e la necessità di vivere il momento è impellente. Quindi, perché non giocare?

Le regole del gioco, però, impongono di omettere il loro lavoro dalle conversazioni, una verità che, se rivelata, cambierebbe radicalmente le carte in tavola… 


Il lato suggestivo dell'amore è l'impulsività,
assecondare istinti primordiali ed essere disposti
a intraprendere l'avventura senza preavviso.

Si potrebbe dire che l'amore è questione di olfatto, o per lo meno lo è per Luke Mason, manager di una compagnia che si occupa tra le altre cose di profumi ed essenze, provenienti da piante e frutti rari. Ogni persona ha il proprio profumo e ogni profumo è in grado di catturare le attenzioni dell'altro sesso se utilizzato in modo opportuno.
Questa è sicuramente una delle prime cose che colpisce Mary Proust, la ragazza del treno, un'abile grafica per un'azienda di cui il socio di Luke, Jack, è il miglior cliente.
Ma nessuno di loro lo sa.

Quasi per caso Mary e Luke si notano e si incontrano a bordo di un treno che cambierà per sempre le loro vite e, ancora più per caso, Mary accetta la proposta di Luke di giocare a "Obbligo o Verità", qualcosa di terribilmente adolescenziale o di assurdamente romantico?

Ti svelo un segreto: il momento giusto arriva quando meno te l'aspetti, e sarebbe un errore madornale lasciarlo andare, afferralo, finché sei in tempo.


Sullo sfondo di una Parigi incantevole, terra dell'amore per eccellenza, con il suo romanticismo, le sue luci sfavillanti, le sue strade affollate di turisti, i chioschetti bohemien e quell'aria surreale che si respira tra le sue strade, si snoda la trama del romanzo.

L'incontro fortuito di Mary e Luke si evolve in questa specie di gioco al gatto e al topo, in cui entrambi rimangono invischiati senza neanche sapere realmente come. Se Mary viene da una lunga serie di relazioni finite male (tutte col tradimento, tra l'altro, povera ragazza), Luke esce da poco da una relazione intensa in cui è stato solo usato per i suoi soldi e la sua posizione, eppure è pronto a fare quel passo decisivo per sistemarsi.
Per entrambi è un gioco, per entrambi si trasforma in qualcosa di più.

Ho apprezzato la caratterizzazione dei due protagonisti, forse più Luke che Mary in alcuni momenti e in alcuni atteggiamenti, ma avrei osato un po' di più sul suscitare empatia e contatto col lettore.
Di contro è molto bello il rapporto fraterno che lega Luke a Jack, capo e migliore amico (su questo rapporto secondo me bisognava rivedere delle cose in fase di editing perchè ci sono alcune contraddizioni temporali nel racconto del loro passato che non mi sono spiegato e che mi hanno tormentato per parte della lettura). Interessante il loro background, la loro storia, quella delle due famiglie, della loro infanzia a Londra, sarebbe stato bello saperne di più, meritava un approfondimento particolare.
Bello il viaggio a Londra, descritto con dovizia di particolari, soprattutto la serra (ovviamente), è sembrato di stare a Londra, tra le stradine di Camden Town e Notting Hill.


Tenerissimo anche il rapporto tra Mary e le sue coinquiline Erika e Annette che sono per la ragazza un punto fermo, la roccia a cui aggrapparsi quando tutto va male e vorrebbe solo sparire. Sono loro a fare da motore alla relazione tra Mary e Luke, loro a spingerla ad andare oltre i suoi limiti, le sue piccole fissazioni, le sue regole e la sua rigidità autoimposta.
Quanto vale una regola di fronte al vero amore, dopotutto?

Siamo tre ragazze in cerca dell'amore, di quello vero, ma puntualmente, scivola dal cuore frapponendosi tra noi e la brusca realtà. Ne usciamo distrutte. Dopo ogni medicazione, le ferite sembrano più profonde delle precedenti.

Un piccolo appunto sfavorevole per quanto riguarda i dialoghi... Ragazzi, nessuno parla così nella vita reale: certi botta e risposta mi hanno dato i brividi letteralmente, soprattutto nell'intimità tra Luke e Mary, sproloqui forzati e un po' surreali.

Una storia leggera che vi appassionerà dalla prima all'ultima pagina. Lo stile di Chiara è fresco e il libro si legge davvero velocemente, tenendoti incollato riga dopo riga. Ti domandi sempre "e ora cosa accadrà?" fino ai piccoli colpi di scena finali, che vi faranno versare qualche lacrima per l'emozione.
Un romanzo sicuramente da leggere per tutti gli amanti del romance.
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Titolo: La Schiava Ribelle
Genere: Romance Storico/Retelling
Autore: Eleonora Fasolino
Casa Editrice: Newton Compton Editori
Data di Uscita: 30 Agosto 2022
Pagine: 288
Ebook: 4.99 euro
  • ISBN-13 ‏:‎ 978-8822770943
Voto: ★★★★

Trama: Briseide, amante di Achille e custode dei suoi segreti. Troia è sotto assedio. Ogni giorno gli attacchi dei greci si abbattono implacabili contro le sue alte mura e nessuno sembra in grado di opporsi alla furia dei più valorosi tra loro, i micidiali guerrieri mirmidoni. Si dice che il loro re, il nobile Achille, sia il combattente più forte mai esistito. Il più veloce, il più impavido. E il più spietato. Quando viene privata della libertà e condotta al suo cospetto, Briseide sa di non essere più una principessa, ma una schiava. E, non aspettandosi clemenza, si aggrappa all’unica cosa che le resta: la sua dignità. Con il trascorrere delle giornate nell’accampamento di Achille, però, si accorge che la fama oscura che circonda il leggendario eroe non tiene conto dell’umanità che ogni tanto lascia trasparire, specialmente nei confronti dell’inseparabile Patroclo, il valoroso principe che lo affianca in ogni battaglia. E che il suo onore è pari alla sua abilità con la spada. Forse, nonostante il fato li abbia resi nemici, Achille e Briseide non sono poi così diversi. Forse uno spietato invasore e una principessa ridotta in schiavitù possono cambiare il corso della storia.
Schiava di un re. Padrona del proprio destino.
La storia mai raccontata di Briseide, Patroclo e Achille


Come succede ogni volta che si parla di mitologia greca, il mio cuore va in brodo di giuggiole e io potrei passare le ore a leggere e rileggere le storie e le avventure di uomini e donne immortali, le cui gesta ancora oggi fanno eco e sono entrate a far parte di una sorta di memoria collettiva, a cui tutti noi siamo legati, chi per un motivo e chi per un altro.
Ecco che La Schiava Ribelle si colloca perfettamente nel filone di retelling mitologici che ultimamente vanno molto di moda e che cerca di riadattare in chiave moderna vicende della storia antica, perchè diciamocelo, i topoi narrativi non sono mai veramente cambiati da quando esiste la capacità di inventare storie.

Stavolta, protagonista della vicenda è Briseide, la schiava passata alle cronache per essere stata il motivo dell'ira funesta di Achille. Tutti conosciamo gli immortali versi di Omero che nell'Iliade racconta la vicenda del più grande tra gli Achei durante la Guerra di Troia.
Ma pochi forse si sono domandati cosa davvero avvenne, perchè mai Achille fosse preda di questa ira selvaggia, come poteva una schiava suscitare a tal punto l'interesse di un re?

"Non temi la morte, re dei Mirmidoni?"
"Tu ne hai paura?" le domandò.
Briseide scrollò le spalle. 
"Mi fa più paura sapere che questa vita non avrà più nulla da offrirmi. 
A volte è come se non fossi nemmeno nata, come se fossi ancora... un pezzo d'idea. 
Briseide, una donna, una moglie. E adesso una schiava. 
Pezzi d'idee, lo vedi. Ma io? Io che idea sono?"

Briseide racconta la sua versione dei fatti, dalla morte del marito Minete, fino all'epica conclusione della storia, della loro storia, una storia immortale, costruita passo dopo passo da una donna e due uomini, i cui cuori non solo battevano l'uno per l'altro, ma anche per lei.
Quello che ho apprezzato nella scrittura di Eleonora è sicuramente il raccontare una vicenda particolare come l'amore tra Achille, Patroclo e Briseide con un respiro più moderno. Questo è sicuramente un grande vantaggio del romanzo che permette al lettore di accostarsi a questi personaggi senza esserne intimidito e senza sentirsi spaesato di fronte a un'ambientazione tutt'altro che attuale; al contempo, questo retelling più moderno, differentemente da quanto accade ne La Canzone di Achille della Miller (purtroppo il paragone nasce spontaneo), in qualche modo snatura leggermente i personaggi rispetto al mondo ellenico di cui sono parte.

Questo è un commento che mi sento di fare a fine lettura, perchè nel durante sono stato totalmente catturato dalla dinamica che si instaura prima tra Briseide e Patroclo e poi tra Briseide e Achille, nonostante tutto ciò che già lega i due eroi Achei.

Briseide è quel tassello in più che porta all'apice l'amore dei due ragazzi (e non so se riesco a spiegarmi, suppongo che dobbiate leggere il romanzo per capire di cosa sto parlando).

Patroclo è il personaggio che più mi ha colpito, per la sua delicatezza, ma per la sua forza d'animo, per la sua capacità empatica e comunicativa.

Patroclo è l'eroe senza macchia e senza paura, quello che decide di sacrificarsi per il bene di tutti, per Achille, per Briseide, per i Mirmidoni. Non cerca la gloria eterna, non cerca la fama, gli basta essere al posto giusto. Posto che occupa tra le braccia dei suoi amanti, Achille e Briseide.

Achille è invece il personaggio più particolare. Certo non è facile rendere moderno un eroe tutt'altro che ingentilito nella versione di Omero. Un uomo assetato di gloria, fama e potere, che combatte perchè il suo nome sia immortale, perchè la sua vita sia ricordata dai posteri. Achille è qualcuno che è pronto a sacrificare gli altri in nome del proprio egoismo e del proprio furore, quell'ira divina tanto temuta sul campo di battaglia. Del resto, Achille è più dio che uomo e da quando gli dei si preoccupano dei mortali?

Forse è Briseide a fargli cambiare idea, a fargli capire che un dio può interessarsi a qualcosa di più, che può esserci dell'umano in lui, qualcosa che solo Patroclo ha risvegliato fino a quel momento.

Ed è Briseide, donna forte, autentica, capace di far valere se stessa, dopo una vita intera a dipendere da altri, a vergognarsi di sè, del proprio status, del proprio aspetto, a cambiare per sempre il re dei Mirmidoni.

"Eri già allora una schiava, Briseide..." osservò Achille con tono incolore. "Una schiava del silenzio, una schiava tra gli uomini a cui tenevi. Eri schiava e prigioniera." Sospirò. "Magari è per questo che ti sei adattata presto a essere la mia, di schiava".
"Sono la tua schiava, lo so" convenne lei "Ma, Achille, con te riesco ancora a essere... Briseide, qualcosa di lei, almeno. Mi hai tenuta perchè Patroclo voleva tenermi ma..."
"Ma sono stato io... a vederti. A capirti".

Fossi stata in Briseide forse avrei lasciato Achille dopo la morte di Patroclo, sarei scappato, perchè lì esce fuori tutta la furia tossica dell'eroe accecato da ira e vendetta, sentimenti che si ripercuotono sulla sua schiava, anche in modo fisicamente violento.

Sì, Achille e Patroclo alla fine muoiono (non è uno spoiler!), perchè la storia è già stata scritta e raccontata, ma la loro eredità vive in quella donna che continua a raccontare di loro, della loro vita, nonostante ci risulti spontaneo domandarci perchè Eleonora non ha fatto uno strappo alla regola e ha permesso a questi tre personaggi di vivere la propria storia in modo diverso stavolta, sembra quasi che se lo meritino da queste pagine.

E si apprezza ciò perchè è Eleonora ad amarli per prima di un amore viscerale, raccontando la sua versione della storia, portando la sua voce insieme a quella di tanti altri che ci hanno restituito un'immagine della guerra di Troia.

Una storia assolutamente da leggere!
Grazie Eleonora e Newton Compton!

A prestissimo, Francesco

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Titolo:
L’estate del bacio rubato 
Autore: Jessica Biondi 
Editore: O.D.E. Edizioni 
Genere: young adult/ contemporary romance 
Pov: alterno 
Prezzo ebook: € 2.99 
Prezzo cartaceo: € 12.99 
Data pubblicazione: 9 marzo 
Pagine: 150 
Voto: ★★★

Sinossi: Ginger e i suoi amici vogliono godersi gli ultimi attimi di libertà prima che il futuro li richiami ai loro doveri.

E quale opportunità migliore per farlo se non l’estate?
Solo che quella che doveva essere una stagione all’insegna della spensieratezza si trasformerà ben presto in un caos a effetto domino, facendo deviare i binari di quel treno sul quale viaggiavano insieme ormai da anni. 

Basteranno un bacio improvvisato, una vacanza programmata all’ultimo secondo e due settimane di tempo per far nascere un legame talmente indissolubile da abbattere le sicurezze di ogni avvenire. 
Perché l’amore è fatto così: ti si cuce addosso come una seconda pelle e manda all’aria ogni tuo ragionato piano.



Sebastian e Ginger il loro primo incontro è da adolescenti, davanti ad una macchinetta di snack e una barretta di cocco e cioccolato. Ginger con i suoi capelli rossi e occhi di un verde brillante gli fanno da subito perdere la testa. Sebastian invece passa da nerd sfigato, con occhiali e apparecchio a fusto bastardo rubacuori. Dai folti Capelli biondi e gli occhioni più azzurri che esistano.
E poi c’è Giorgio. Il migliore amico della rossa. Chiamato Mazzo.

La storia inizia con l’indecisione di Ginger sui propri sentimenti. Quando alla fine della scuola, nella loro ultima estate insieme dopo il diploma comprende che le cose cambieranno, si trova con il cuore confuso: il migliore amico da una vita o il bel francese dalla scintilla scattata in un soffio anni prima?

🍂 I suoi occhi cercano i miei, che tentano di sfuggire a questa dolce tortura e, quando finalmente si incontrano, ho come la percezione che mi stiano chiedendo il permesso di fare quel passo in più che ancora ci tiene separati. Perché il mondo sembra girare al contrario?...
...Quando però noto che non svolta nella via di casa mia, divento sospettosa. «Dove mi stai portando?» «A divertirti, ma chère.»  🍂

Giorgio ha la sindrome della sorellina, ragazzina bellissima, odiosa e viziata; Sebastian al contrario sa come divertirsi, come far divertire e l’unica sindrome che ha sono i sentimenti per l’amica. Lui non ha dubbi, non ne ha mai avuti da quando ha posato gli occhi su di lei anni prima, sa che la vuole e tra dubbi interiori, chiacchiere di gruppo e consigli tra amiche i giorni estivi passano.

Capendo che non sempre vale rovinare una profonda amicizia. Seb, nonostante la sua fama da Casanova, e seppur Ginger non vuole essere un numero sulla sua lista, è proprio Sebastian ad avere un posto speciale nel suo cuore. Ma scorrerà tutto liscio o gli imprevisti, la confusione, nuovi dubbi e incomprensioni si metteranno in mezzo? Le amicizie superano quest’estate di cambiamenti? E quando l’estate finisce, il futuro prepotente avanza, le scelte da prendere saranno impossibili ormai da aggirare, cosa succederà ai nostri giovani protagonisti?

🍂 E poi me lo sento, come se ce l’avessi scritto addosso a lettere cubitali, che lui non è quello sbagliato.🍂

Ginger come personaggio non mi è piaciuto particolarmente. Non sono riuscita a farmela entrare in simpatia, con le sue mille indecisioni, cambi d’umore e cambi di idee infinite. Va bene che parliamo di una ragazzina di 18 anni, ma lo trovata parecchio infantile. Al contrario Sebastian è stato strutturato davvero bene, espansivo e giocoso come un ragazzo dev’essere a quell’età ma con una punta di maturità che me l’ha fatto apprezzare, e onestamente sa essere di una dolcezza meravigliosa!

🍂 «Giurami che non mi spezzerai il cuore. Perché io ci muoio per te, Ginny.» Mi appunta una ciocca di capelli dietro all’orecchio. «Non esiste una ragazza come te, in nessuna parte del mondo. Dimmi che mi vuoi almeno la metà di quanto ti voglio io, dimmi che vuoi essere mia, o la vita non avrà più un senso per me.»🍂

Un romance di primi amori, indecisioni, paure e amicizie. Di nuove esperienze, nuovi inizi e di cambiamenti. Ma anche di decisioni per il futuro. La scrittura non è impegnativa, scritto bene e molto scorrevole, è leggero e delicato, fluido nella lettura, sicuramente perfetto per un pubblico giovanissimo che non vuole impegnare troppo la mente.


Si ringrazia la casa editrice per la copia Arc del romanzo

Alla Prossima
Arianna
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Dall’autrice del bestseller Il segreto di Medusa

Autrice: Hannah Lynn 
Casa editrice: Newton Compton 
Serie: Greek Women, Vol 2 
Data pubblicazione italiana: 7 marzo 2022 
Pagine: 320 
ISBN: 978-8822766519 
Cartaceo: 9,40€ 
Ebook: 4,99€ 
Voto: ★★★★★ 

Trama: Regina dal potere sconfinato, moglie assassina e vendicatrice, madre tradita e amorevole, figura capace di slanci e sentimenti di grande intensità o donna crudele e senza cuore? È davvero difficile provare empatia per una donna che tradisce il marito, Agamennone, e che lo uccide al suo ritorno da Troia assieme al proprio amante, senza conoscere fino in fondo le sofferenze a cui è stata sottoposta fin dalla giovane età. Una donna che ha dovuto sopportare l’omicidio del precedente marito e del figlio uccisi brutalmente, l’assassinio della figlia Ifigenia sacrificata con l’inganno agli dei dal padre. Senza contare le umiliazioni pubbliche, i soprusi e gli abusi a cui la regina di Micene deve sottostare per il bene pubblico. E così, in un racconto appassionante e commovente, Clitennestra assume sembianze di una modernità impressionante e il lettore si ritrova avvinto da una spirale di odio, amore, violenza e spargimenti di sangue di familiari che non ha eguali nella mitologia greca.

Dopo il successo di Il segreto di Medusa, finalmente svelato il mistero della figura femminile più cattiva della mitologia greca.

“Perfido mostro”, la definì il marito Agamennone, ma era davvero così? O è tutt’altra storia?

«La verità prima o poi viene a galla… Un romanzo imperdibile.»

«Fino a oggi ho sempre creduto che Clitennestra fosse il prototipo dell’infamia, della crudeltà e dell’egoismo. È stato bellissimo scoprire chi fosse in realtà.»

«Possibile che io sia la stessa persona che a scuola non voleva studiare la mitologia? Me l’avessero raccontata così avrei avuto solo dieci in pagella.»

Hannah Lynn: È nata e cresciuta in Inghilterra. Il segreto di Medusa è diventato un bestseller alla sua prima uscita ed è in corso di traduzione in numerosi Paesi. La vendetta degli dei è il secondo episodio della serie Greek women.


Agamennone ha -senza volerlo- ucciso un cervo sacro, la Dea Artemide è adirata, e per permettergli di solcare il mare con le sue navi, raggiungere Troia, e avere il suo perdono, chiede consiglio a Calcante, un potente indovino. Arrivato al suo cospetto, gli confessa che la Dea chiede un sacrificio, un unica morte. La morte di Ifigenia, la sua figlia più bella.

🍂 «La Dea accetterà un unico sacrificio», disse.
«Un’unica morte sul suo altare nel tempio di Aulide».🍂

Ed è cosi che inizia “La vendetta degli Dei.”

La vita di Clitennestra, Regina di Micene, aveva due facce: quella pubblica e quella privata. Temeva il marito Agamennone, nascondendosi da lui ogni volta che poteva. Sentiva la mancanza della sua Sparta, della vita che aveva e avrebbe avuto come guerriera.

🍂La bellezza: il più corrotto dei doni.🍂

Un messaggero via terra, mandato dal re incontra la Regina. Informandola di ciò che l’indovino ha confessato al Re, La Dea Artemide chiede un unione. Ifigenia dovrà partire per Aulide per sposare Achille. Specificando però che solo la maggiore dovrà andare, senza la famiglia ad accompagnarla. Clitennestra, pensando ad una motivazione completamente diversa dalla realtà che non gli è stata detta, decide che lei partirà ugualmente con la figlia, lasciando alla cittadella le figlie di mezzo e il piccolo futuro Re.

L’amore che la regina prova per la figlia, è cosi grande da oltrepassare l’odio verso il marito. Rassicurando la giovane sull’affetto e la protezione del padre, durante il viaggio in mare e poi… l’orrore, il tradimento. La morte.

Già un tempo lontano, l’uomo che chiama marito le ha portato via un figlio, Alessandro, ed ora, la storia si ripeteva.

L’amore di una madre, è una delle forze più grandi che possano esistere. Il dolore della perdita mescolato a quel sentimento può diventare devastante, e Clitennestra ne è la dimostrazione.

Gli anni passano, la guerra a Troia era ancora lunga e la regina stava mettendo tutta se stessa per proteggere i tre figli rimasti. Protetti nel loro palazzo, cercando di insegnare l’arte del combattimento, mantenendo il segreto sull’orrore commesso dal Re. Nel mentre un uomo osserva la donna spartana, poco lontano, seduto con indifferenza. Non un uomo qualunque, ma Egisto, cugino di Agamennone, assassino di suo Zio, Re Atreo.

E mentre lo scorrere del tempo continuava a battere le sue lancette, e la guerra ancora non dava segni di una fine, i figli della regina crescevano, e in lei nuovi sentimenti nascevano, si intensificavano. Egisto divenne una costante, come l’odio per il marito.

🍂La guardava. La studiava. E sembrava la cosa più naturale del mondo. Non potevano toccarsi, ma niente avrebbe potuto impedire loro di osservarsi.🍂

Elettra, la figlia a cui sembra scorrere il sangue spartano della madre, cova odio e rancore per la Regina. La piccola, ormai tredicenne, ammira troppo il padre, tanto da difenderlo anche quando le viene svelata la verità.

La storia di una donna, madre, moglie, amante e regina. La storia di una persona distrutta dal dolore, percossa e umiliata dal marito che la prese con la forza, continuando a portarle via pezzi del suo cuore e della sua anima. La storia di una donna che cerca sollievo e vendetta. Una donna che pagina dopo pagina ho ammirato e rispettato.

🍂”Sii impeccabile e recita la tua parte per un’ultima volta”, si disse Clitennestra.🍂

Elettra, cocciuta e ceca alla realtà, quando finalmente Clitennestra riesce nel suo intento, scappa portandosi dietro Oreste, il futuro Re. Cercando di corrompere la sua mente e l’affetto per la madre. Lei vuole vendetta per la donna che la ama e la cresciuta, per un padre che ha solo un titolo e nulla più.

🍂 «Metterai di nuovo piede a Micene, Oreste, nel momento in cui sarai pronto a ucciderli entrambi».🍂

Gli Dei sono spietati, “Dei e non Dee, uomini e non donne”, ha citato Pizia, l’alta Sacerdotessa di Apollo. Gli Dei vogliono vendetta, sempre. E anche chi come Oreste, ha l’animo e il cuore puro, se loro ordinano, prima o poi, deve macchiarsi e diventare un carnefice.

🍂 «Così hai la corona», sibilò lei, «ora non ti resta che rimanere in vita abbastanza a lungo per farne uso».🍂

Le Erinni, esseri che fanno della vendetta la loro vocazione, perorando la causa di chi, secondo loro, hanno subito un torto ingiusto. Spesso torturando lo sfortunato fino alla morte.

Apollo il Dio della luce, oltre il senso di colpa ha portato anche questo dolore nella vita di Oreste. Un viaggio verso la Dea Atena, un processo, il primo tribunale a votazione, decisioni da prendere sui fatti ormai compiuti…

🍂 «…Quel sorriso. Ma un sorriso può ingannare. Può essere una maschera, come chiunque si è riunito qui oggi sa bene. Può nascondere la vera natura di una persona e le sue vere intenzioni».🍂

La storia è lunga e breve allo stesso tempo, in un tempo dove gli Dei camminavano e parlavano con i mortali, ma che alla fine erano il loro semplice e puro passatempo. Usati per essere eclamati e adorati.

Un romanzo che ho adorato, letto in un solo giorno divorando una pagina dietro l’altra. Ho amato alcuni personaggi, come Clitennestra, Egisto, Laodamia e Oreste. Altri che non ho sopportato, in particolar modo Elettra, personaggio che mi ha davvero lasciato l’amaro in bocca. Ma anche le stesse divinità, sottolineando come tutt’ora chi ha potere ha la decisione su tutti, anche se sbagliata.

La storia procede fluida e incalzante. Personalmente mi ha incuriosito sempre di più, anzi spero di leggere molto altro di questa autrice. Devo anche fare i complimenti alla casa editrice Newton Compton per i particolari e per la cura della copertina.


Si ringrazia la casa editrice per la copia del romanzo

Alla prossima
Arianna 💖

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Da oggi è possibile acquistare nelle migliori librerie e in tutti gli store online Il vuoto di Yamauba di Emanuela A. Imineo, edito da Press & Archeos. 

ISBN: 978-88-32211-56-6 
Collana: Postalchimìe 
Pagine: 200 ca. 
Formato: 13x19.8 Prezzo: € 14,00

Giappone, età feudale. Yamauba è divenuta mamma di uno splendido bambino. Il marito, stanco di quella donna che ormai ha trovato nel figlio il fulcro dell’esistenza, escogita con sua madre un piano per liberarsene: spingerla al suicidio, facendole credere di aver avvelenato il piccolo col proprio latte.  
Così avviene e Yamauba, additata come strega e aggredita dagli abitanti del villaggio, è costretta a rifugiarsi in una caverna sui vicini monti. Convinta di aver ucciso il figlio decide di lasciarsi morire ma, per volere degli Dei, Yamauba sopravvive scivolando nella follia.  
Tra foreste cupe e distese innevate, la sua unica compagnia saranno gli Yōkai: spiriti crudeli e pericolosi, votati all’inganno. Guidata da uno di essi, Yamauba cederà ai peggiori istinti, nutrendosi di carne umana e accettando di perdere l’anima. 

L’Autrice: Emanuela A. Imineo è stata inserita nella lista dei maggiori Book Influencer italiani (2020). Appassionata di esoterismo  

Ho iniziato a conoscere Emanuela come la strega del Il mondo di sopra, sono passati anni e la mia stima per lei è cresciuta fino a iniziare a leggerla come autrice e a capire quanto si può amare un tipo di scrittura così evocativo e intenso. Il suo romanzo d'esordio Al di là di Borgo Opaco, mi ha permesso di conoscere un lato di lei che non conoscevo: un lato cupo e tenebroso, che mi ha fatto amare ogni suo personaggio. Il vuoto di Yamauba è qualcosa, invece, di diverso. La casa editrice stessa avverte il lettore dicendo che il libro va al di là di ogni tipo di genere ed è assolutamente vero: in questo romanzo autoconclusivo, l'autrice sembra attraversare tutti i generi letterari, passando a modo suo attraverso anche i romanzi rosa, mostrandoci un lato dell'amore diverso, l'altra faccia della medaglia - come lei stessa la definisce - che a volte ostenta il controllo. Emanuela A. Imineo appartiene a quel gruppo di scrittori a cui non interessa raccontare una storia a lieto fine o a farsi amare dai lettori attraverso il filtro letterario a cui si è abituati. Emanuela A. Imineo appartiene a quel gruppo di scrittori che scrive e basta, che immersa nella sua storia, lascia il segno con ogni parola. La sua penna sembra essere alla continua ricerca di confrontarsi con quel lato oscuro che alla fine tutti noi abbiamo, quell'abisso che ci appartiene ma che non abbiamo il coraggio di guardare in faccia. Emanuela A. Imineo affronta l'oscurità e lo fa nei migliori dei modi: con personaggi che si incastrano alla perfezione nella nostra vita. Se con Borgo Opaco avevamo conosciuto personaggi adolescenti, qui ci troviamo di fronte a personaggi che all'età adulta ci sono arrivati da un pezzo. Yamauba è una donna con un passato difficile visto l'epoca in cui vive - ci troviamo nel pieno feudalesimo del Giappone dove il patriarcato veniva coltivato ogni giorno dalla stessa famiglia - La nostra protagonista per via di un matrimonio combinato, è la moglie di Akuma, un uomo che detiene il controllo su ogni cosa. Entrambi sono figli dell'alta borghesia e per ampliare la propria economia, le due famiglie decidono di combinare il matrimonio. Yamauba si innamora comunque perdutamente dell'uomo e tenta in ogni modo di scendere a compromessi con se stessa pur di non perderlo e coltivare la loro felicità, ma con il passare del tempo Yamauba non riesce a mascherare ciò che è: una donna che ha bisogno di lottare, di dire la sua, di coltivare le sue passioni anche se il villaggio inizia a indicarla come strega. Akuma diventa violento, non gli basta chiudere Yamauba in casa e solo quando la donna partorirà il loro unico figlio, Akuma si renderà conto che deve farla sparire, deve annientarla, fare in modo che si uccida pur di levarsela di torno e ritornare alla sua vita fatta di conti e lavori contrattuali. Yamauba è costretta a fare i conti con la scelta di suo marito e quando le verrà strappato suo figlio dalle braccia, piano piano inizierà a scivolare nella follia fino a perdere completamente l'anima. 

"Come si può uccidere chi è già morto dentro?"

Emanuela A. Imineo con minuziosa ricerca e cura nei dettagli, pagina dopo pagina, ci porta a conoscere il folklore giapponese fatto di spiriti cupi e inquietanti. Le loro parole, le loro manifestazioni e i loro inganni ci arriveranno attraverso Yamauba, dritte al petto. Yamauba cerca di combattere, ma ci troveremo spinti anche noi verso il baratro dell'oscurità. In questo romanzo non ci sono buoni sentimenti, non è di sicuro un romanzo facile da digerire e non è per tutti, ma allo stesso tempo, tutti dovrebbero leggerlo.

Emanuela A. Imineo ci mostra il volto della vera oscurità e il suo stile narrativo diventa un'arma affilata dove le parole feriscono e ci fanno sanguinare parecchio. Un romanzo coinvolgente, dal quale è difficile staccarsi. Un ritmo serrato e unico che non ci dà la possibilità di scegliere, dobbiamo arrivare forzatamente all'ultima pagina. Il vuoto di Yamauba urla la sofferenza, il dolore, l'indifferenza di un uomo forse troppo sottomesso alla tradizione della sua famiglia, sottomesso all'amore di una madre che l'ha cresciuto ossessionata di aver per sempre il suo bambino. La forza del romanzo è racchiusa nelle immagini potenti che vengono evocate dalle parole dell'autrice. Leggere Il vuoto di Yamauba significa vedere cosa si nasconde nell'abisso e che faccia può nascondere l'amore. 

Un piccolo avviso: arrivati alla parola fine ci si renderà conto che Yamauba ci mancherà e da lettrice e fan accanita di questa grandiosa autrice, spero con tutto il cuore che un giorno ci riporterà tra le montagne Shirouma a scoprire come vive ancora Yamauba. Un romanzo capace di farci infiammare l'anima. Complimenti a Emanuela A. Imineo, sperando che il suo meraviglioso avvenire ci porti a leggere ancora storie grandi come questa. 



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Ciao Readers! Noi siamo un team di lettori compulsivi, (forse ossessivi) amiamo tutto ciò che è scritto su carta, la grafica e i gatti (anche i cani eh) siamo donne, uomini (SEMPRE GIOVANI) e la cosa che ci accomuna e ci ha reso amici è questa passione! Speriamo di trasmetterla anche a voi attraverso le nostre letture, e se volete scambiare quattro chiacchiere nel nostro salottino letterario scriverci!


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