lunedì 24 giugno 2013

Speciale Obsidian


Buon pomeriggio entucci siete pronti per il nuovo speciale dedicato alla saga obsidian? Bene non perdiamo tempo ecco un altro estratto di questo splendido libro all'interno della rubrica Leggiamo Insieme

In Uscita il 26 Giugno
E la Florida era papà. Quello era il luogo dove era nato, dove aveva conosciuto la mamma e dove tutto era perfetto… finché le cose non avevano iniziato a precipitare. Sentivo arrivare le lacrime, ma mi rifiutavo di piangere. Non sarebbe servito a niente e papà ci sarebbe rimasto male se avesse saputo che sua figlia, dopo tre anni, piangeva ancora.Mi mancava anche la mamma, però. La mamma di prima che papà morisse, quella che si rannicchiava sul divano accanto a me a leggere uno dei suoi orrendi romanzetti rosa. Ormai sembrava solo un ricordo lontano. Lontano mezzo paese.Da quando papà era morto, la mamma era sempre a lavorare. Prima le piaceva stare a casa, ma senza di lui aveva solo voglia di scappare il più lontano possibile. Alla fine aveva ceduto e un giorno aveva deciso che dovevamo andarcene. Da quando eravamo arrivate, anche se continuava a lavorare come una pazza, sembrava determinata a essere più presente nella mia vita. Avevo appena deciso di ignorare il mio solito senso del dovere e fregarmene degli scatoloni ancora per un giorno, quando un odore familiare mi solleticò le narici. La mamma stava cucinando. Brutto segno. Mi precipitai di sotto. Era ai fornelli, indossava la divisa da infermiera a pois. Solo lei poteva vestirsi a pois dalla testa ai piedi senza sembrare ridicola. Aveva splendidi capelli biondi, lisci come spaghetti, e luminosi occhi color nocciola.
Anche in quella tenuta mi faceva sfigurare, con i miei banalissimi occhi marroncini e capelli castani. Il destino aveva voluto che fossi anche piuttosto… rotondetta. Le forme morbide, le labbra carnose e gli enormi occhi, che tanto piacevano alla mamma, in realtà mi facevano assomigliare a un bambolotto stupido. Mia madre si voltò e mi salutò con un mestolo di legno, spargendo pezzi d’uovo sui fornelli. «Buongiorno, tesoro.» Rimasi immobile a guardare il disastro che aveva combinato, cercando di capire come fare a dare una sistemata senza urtare i suoi sentimenti. Dopotutto si stava sforzando di fare la mamma. Ed era un gigantesco passo avanti. «Sei tornata prima.» «Ho fatto quasi il doppio turno tra ieri notte e oggi. So già che dovrò lavorare da mercoledì a sabato, dalle undici di sera alle nove di mattina. Quindi mi restano tre giorni liberi. Stavo quasi pensando che potrei lavorare part-time in una delle cliniche qui nei dintorni, o magari a Winchester.» Grattò via le due uova dalla padella e me ne mise uno mezzo bruciato davanti. Gnam gnam. Capii che era troppo tardi per intervenire, quindi iniziai a rovistare in uno scatolone con su scritto “Posate e varia”. «Uno di questi giorni vado a sentire… lo sai che non mi piace starmene con le mani in mano.» Sì, lo sapevo.Gran parte dei genitori si sarebbe tagliata il braccio sinistro piuttosto che lasciare la figlia adolescente da sola tutto il tempo, ma non lei. Lei si fidava di me, perché non le avevo mai dato motivo per non farlo. Eppure ci avevo provato. Evidentemente non abbastanza. Okay, ero la classica brava ragazza. Fra i miei vecchi amici in Florida non ero quella più tranquilla, ma a scuola ci andavo sempre, avevo la media alta e mi comportavo bene. Non lo facevo per paura, solo che non volevo dare altre preoccupazioni alla mamma…


Succulento questo nuovo speciale vero hihih a domani con il prossimo non mancate

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