martedì 17 ottobre 2017

Recensione: IBoy di Kevin Brooks

Buon pomeriggio a tutti finalmente riesco a pubblicare la recensione di Iboy, ultimamente sono stata un po' ...incasinata... Non è una novità in fin dei conti la mia vita è un continuo casino... 😜 ma oggi mettiamoli da parte perché voglio parlarvi dell'ultimo romanzo di Kevin Brooks, ho finito di leggerlo un po' di tempo fa ma non ho avuto il tempo materiale per potervene parlare ma rimediamo subito...

Data di pubblicazione: 16 maggio 2017
Titolo: iBoy (Autoconclusivo)
Autore: Kevin Brooks
Editore: Piemme
Prezzo: 16,50 € - Pagine: 252
Il mio voto: ★★★☆

La trama: Prima dell'incidente che lo ha mandato in coma, Tom Harvey era un ragazzo come tanti. Ma ora si è risvegliato con il potere di sapere e vedere tutto. I frammenti di iPhone che sono rimasti nel suo cervello lo hanno trasformato in un super computer, una sorta di mente artificiale iperconnessa. Tom può arrivare ovunque, tutte le risposte a domande che non sa nemmeno di aver posto sono già lì, nella sua testa. E dopo aver scoperto della violenza subita da Lucy, la ragazza di cui è innamorato, Tom usa i suoi poteri per punire le gang che dettano legge nel quartiere. Ma qual è il confine tra giustizia e vendetta?

L'autore: Kevin Brooks è nato e cresciuto a Exeter, in Gran Bretagna. Terminata la scuola si è trasferito a Londra per cercare di diventare una rock star. Dopo aver lavorato in uno zoo, un crematorio e un ufficio postale, ha cominciato a fare quello che gli riusciva meglio: scrivere libri per adolescenti. Ha vinto numerosi premi, tra cui la “Carnegie Medal” per Bunker Diary e il Premio “Mare di Libri” per L'estate del coniglio nero, pubblicati in Italia da Piemme, come anche Naked.

Da questo libro è stato tratto l’omonimo film ori­ginale Netflix.



Kevin Brooks, un nome una garanzia. Qualcuno di voi già lo conosce grazie al suo precedente romanzo Bunker Diary che vinse il premio Carnegie Medal nel 2014, io invece l'ho scoperto per caso, grazie all'ononimo film trasmesso su netflix.

Lo smartphone che mi ha fracassato il cranio era un iPhone 3GS da 32GB. Pesava 135 grammi, misurava 115,5 mm × 62,1 mm × 12,3 mm e viaggiava a una velocità di circa 123 chilometri orari. Ovviamente al momento dell’impatto non sapevo nulla di tutto ciò. L’unica cosa di cui mi accorsi in quel momento fu che un piccolo oggetto nero mi piombò addosso dal cielo e poi… CRACK! Un lampo improvviso di dolore accecante… Poi Niente.

Dopo essere stato colpito in testa da uno smartphone, Tom Hevery, un semplice ragazzo di 16 anni, acquise la capacità di un computer, ovvero memorizzare dati, vedere numeri, sentire suoni.. la causa di tutto ciò? Un piccolo frammento del telefono, gli si è insinuato nel cervello donandogli questi strani super poteri.

 Vedo tutto, sento tutto, so tutto: immagini e parole e voci e numeri e cifre e simboli e zeri e uno e zeri e uno e lettere e date e luoghi e orari e suoni e volti e musica e libri e film e mondi e guerre e cose brutte, cose terribili e ogni cosa, ogni singola cosa, tutte insieme nello stesso attimo…

Ed è grazie a loro che scopre ciò che è successo alla sua amica Lucy, ovvero essere stata violenta da un gruppo di ragazzi. Per una settimana fu il chiodo fisso di tom e quando finalmente usci dall'ospedale si reca a casa sua e vedendola devastata giura a se stesso che chiunque sia stato la pagherà. A inizio cosi per Tom la ricerca a coloro che hanno fatto del male a Lucy ma la sua vendetta non si fermerà a loro ma diventerà una sorta di protettore della sua città dando la caccia a spacciatori, assassini e a tutti coloro che hanno del marcio dentro.

Iboy è un romanzo ricco di azione, che si legge in pochissime ore, lo ammetto non è il genere di romanzo che leggerei viste le molteplici scene di violenza che vengono narrate, ma avendo visto il film sapevo già a cosa sarei andata incontro e ho voluto torturarmi ugualmente leggendolo. Una cosa che mi è piaciuta molto è stata la suddivisione dei capitoli, infatti per numerarli è stato utilizzato il sistema binario. Per chi non lo sapesse:  
"Il sistema binario utilizza soltanto due simboli: 0 e 1. I numeri sono espressi in potenze di due, invece che in potenze di dieci, come nel sistema decimale. Nella rappresentazione binaria, il 2 viene scritto come 10, il 3 come 11, il 4 come 100, il 5 come 101, e cosi via." 
Questa secondo me è stata una idea geniale, visto che il romanzo si basa principalmente su numeri, cifre e simboli. Tom e Lucy sono due personaggi ben delineati, il primo con una determinazione e un coraggio da vendere, lei invece nonostante sia fragile per quello che le è successo, ha una forza d'animo come poche. La trama è molto originale, come dicevo all'inizio si legge in pochissimo tempo, molto coinvolgente è scorrevole, anche se si serve di un linguaggio molto tecnico, ma comprensibile a chiunque. Ho apprezzato molto anche l'incipit che introduceva l'inizio di ogni capitolo, composto da citazioni di celebri personaggi, o spiegazioni tecniche informatiche.  Ringrazio nuovamente la casa editrice per avermi dato la possibilità di leggere e recensire Iboy...

Il fine può giustificare i mezzi perché ci sia qualcosa che giustifichi il fine.
Lew Trockij


2 commenti:

  1. Carina l'idea di numerare i capitoli secondo il sistema binario. E' sicuramente una trovata inusuale! :D
    Anch'io, come te, ho visto il film di "iBoy" su Netflix: nel complesso mi è piaciuto abbastanza (con qualche "ma" e parecchie riserve...), ma per il momento non so ancora se leggerò il libro! ^^

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    Risposte
    1. Anche io ero titubante nel leggerlo, dopo essermi spoilerata il tutto con il film. Per questo motivo, probabilmente non ho apprezzato del tutto il romanzo... non leggerò mai più un libro dopo aver visto il film! Anche perchè mentre lo leggevo sapevo gia cosa succedeva il nano secondo succesivo

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