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venerdì 25 novembre 2016

Recensione: La felicità delle piccole cose di Caroline Vermalle

Editore: FELTRINELLI
Data d’uscita: Ottobre, 2014
Collana: I Narratori
Pagine: 224
Prezzo: 15,00€
ISBN: 9788807031120
Genere: Narrativa 
Traduttore: Monica Pesetti

"È iniziato tutto nel giardino di Monet a Giverny. Lo ricordo come se fosse ieri. Era il dicembre del 1979. Da più di trent’anni, ogni sera mi domando come sarebbe stata la mia vita se non fossi entrato in quel giardino."

Parigi. La neve cade dolcemente sulla città, ammantando di bianco la Tour Eiffel, Notre-Dame e il Panthéon, come in una cartolina. Un uomo passeggia lungo la Senna diretto verso casa, un elegante palazzo sull’Île Saint-Louis. È Frédéric Solis, avvocato di successo con la passione per i quadri impressionisti. Affascinante, ricco e talentuoso, Frédéric sembra avere tutto quello che si può desiderare dalla vita. Gli manca una famiglia, ma dopo essere stato abbandonato dal padre molti anni prima, ha preferito circondarsi di oggetti lussuosi e belle donne piuttosto che mettere ancora in gioco il suo cuore ferito. Fino a quando, un giorno, scopre di aver ricevuto una strana eredità, che consiste in una manciata di misteriosi biglietti e in un disegno che ha tutta l’aria di essere una mappa. Cosa nasconderanno quegli indizi? Convinto di essere sulle tracce di un quadro dimenticato di Monet, Frédéric decide di tentare di decifrare la mappa. Grazie all’aiuto della giovane e stralunata assistente Pétronille, inizia così un viaggio lungo i paesaggi innevati del Nord della Francia, tra i luoghi prediletti dai suoi amati impressionisti: Éragny, Vétheuil, il giardino di Monet, con una tappa d’obbligo al Musée d’Orsay. Di incontro in incontro, di sorpresa in sorpresa, torneranno a galla ricordi che Frédéric credeva di aver dimenticato, e un tesoro ben più prezioso di qualsiasi ricchezza.

Caroline Vermalle (Piccardia, 1973) è figlia di un pilota di caccia e di una bibliofila. Appassionata di viaggi, cinema e avventura, ha studiato scienze cinematografiche e ha prodotto documentari per la Bbc a Londra. Nel 2007 è tornata in Francia e, dopo aver girato il mondo per quasi un anno insieme alla famiglia, si è stabilita a Vendée, di fronte all’oceano Atlantico, per dedicarsi interamente alla scrittura. I suoi romanzi sono stati tradotti con successo in Germania e in Spagna. Feltrinelli ha pubblicato La felicità delle piccole cose (2014), Due biglietti per la felicità (2015) e Due cuori a Parigi (2016).


"Be', se la mettiamo così, vi svelerò il segreto... La spiegazione scientifica è che, a prescindere da età, razza e numero di previdenza sociale, ogni nostra decisione, consapevole o inconscia, è guidata dalla ricerca della felicità. A livello primario è facile stabilire cos'è la felicità: un tetto sulla testa, cibo a sufficienza per noi e per la nostra famiglia, una protezione dagli attacchi dei vicini. Noi però apparteniamo ai privilegiati del mondo e tutto questo e tutto questo lo abbiamo già, perciò la situazione si complica. continuiamo a cercare la felicità e la vogliamo ad ogni costo, ma non sappiamo di preciso cosa sia, questa felicità. Allora facciamo quello che fanno tutti: aspiriamo a un lavoro redditizio, una grande casa, una bella macchina. Se tutti vogliono queste cose, devono essere quelle giuste. Ogni mese passiamo dal Via, ritiriamo i nostri soldi e ricominciamo il giro. A 45 anni ci siamo sistemati, ma sentiamo che in un certo senso la nostra vita è sbagliata, che ci manca qualcosa. Se invece ci fermiamo a disegnare la nostra mappa del tesoro.... Nell'ambiente protetto del corso, ognuno rappresenta la propria felicità. Non quella dei signori x della porta accanto, la sua, su misura. Tornata a casa con un bel collage da attaccare al frigo  in cucina o nascondere in un cassetto del comodino. Magari lo dimentica, ma il collage resta memorizzato nella sua testa. E ogni volta che deve prendere una decisione, il cervello, programmato per la ricerca della felicità, si orienta in base al disegno attaccato al frigo o nascosto nel cassetto . Se siamo motivati a realizzare la nostra felicità personale, quella su misura per noi, svanisce il desiderio si avere una macchina  piu bella  di  dei vicini. La mappa del tesoro indica una strada  al cervello, che adesso è programmata per imboccarla. Ed è quello che succede. Una mattina ci svegliamo, e i sogni contenuti nella mappa del tesoro sono  diventati realtà. 
Fine"

Con questa citazione voglio iniziare questa recensione... Frèdèric Solis avvocato di successo, è sull'astrico, ma nonostante tutto, trova sempre il modo per mettere qualche soldino da parte da spendere nel suo più grande Hobby, acquistare opere d'arti, dei più grandi artisti impressionisti della storia. Il sua ultima pazzia risale ad un quadro molto noto un Sisley... 

"Frèdèric aspettò che la sua assistente scendesse le scale ed entrò in casa. Fece i pochi passi che lo separavano dalla consolle e posò le chiavi. Poi lo vide.
Il suo piccolo dipinto era appoggiato timidamente alla parete - Un grigio paesaggio innevato, quieto e poetico. Frèdèric si accovaciò sul parque per guardarlo da vicino. Esaminò con attenzione ogni singola pennellata. Fu tentato di sfiorare la tela con le dita, ma la sua mano si bloccò a mezz'aria come un aquilone contro lo spicchio di cielo che un uomo aveva osservato in un  giorno d'inverno di cenrocinqant'anni prima. Ora quel cielo apparteneva solo a Frèdèric. E poi la figura scura, che percorreva un sentiero di campagna coperto di fango e ghiaccio. Frèdèric era affascinato soprattutto delle impronte.  Da nessun'altra parte i passi degli uomini  si vedevano meglio che sulla neve. Da quel momento le orme dello sconosciuto avrebbero riempito di vita le sue pareti  e i suoi risvegli - resi eterni dalla mano dell'artista."

Quello stesso giorno riceve un inaspettata eredita, una scatola contenente dei biglietti del treno, un ingresso omaggio per il giardino di Claud Monet, un invito per la mostra al Musée d’Orsay, e una mappa del tesoro. Tutti gli indizi portano a pensare che l'eredita che le è stata lasciata da un certo Fabrice Nile, potrebbe essere un quadro perduto di Monet, ma non è cosi. Preso dalla curiosità di scoprire dove lo porterà questo viaggio tenta di decifrare la mappa, e arriverà a scoprire una verità che gli è stata nascosta fin da bambinoQuello che seguirà sara un mix di emozioni contrastanti, e verità nascoste che cambieranno per sempre la vita di Solis. Verrà tormentato dai fantasmi del passato, da amori perduti e decisioni affrettate. Il tutto racchiuso in 218 pagine.

Ho acquisto il libro approfittando dell'offerta 2 libri a 9,90 su IBS, un pò per curiosità, un pò per la mia passione per gli artisti impressionisti, mi sono fatta trascinare da questa copertina fantastica, e anche un po dall'atmosfera racchiusa nel romanzo. Rivivere insieme a Frèdèric dei pezzi di storia della vita di Monet mi ha veramente entusiasmata, per non parlare della malinconia, la solitudine, la sofferenza, che pervade il nostro protagonista e che ti coinvolge emotivamente, poi il botto finale, leggendo gli ultimi capitoli mi ha coinvolto talmente tanto da farmi piangere, non lo so forse perchè in un certo senso per determinate situazioni mi sono rivista in Frèdèric, non so, sono una dalla lacrima facile io ^_^.  Lo stile della scrittrice e semplice  fresco, una storia drammatica, piena di sofferenza e di amore. Quell'amore che un padre riversa in un figlio, segnato da una serie di eventi che gli anno cambiato la vita, che ti farà arrivare alla più bella eredità che un uomo può lasciare ad un altro: la felicità delle piccole cose. 


"Sai cosa mi piaceva di più di quel dipinto? Tutti guardavano la gazza, io invece guardavo le impronte nelle neve. Si, i passi che iniziano nell'ombra della gazza ed escono dalla tela. Da bambino per me quei passi erano i tuoi. Solo nella neve si vedono le orme delle persone che se ne sono andate."


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