lunedì 19 dicembre 2016

Alaska di Brenda Novak (recensione)



Titolo: Alaska
Autore: Brenda Novak
Editore: Giunti
Genere: Thriller
Pagine: 468
Prezzo: 14,90€
E-book: Amazon 8,99€

Sinossi: Stanno accadendo strane cose nel piccolo villaggio di Hilltop, remota località dell'Alaska dove l'inverno è così gelido da ottenebrare le coscienze.

Da quando, tre mesi prima, è stata aperta Hanover House, una clinica psichiatrica di massima sicurezza che ospita con finalità scientifiche i più feroci serial killer d'America, nessuno dorme più sonni tranquilli e a nulla servono le rassicurazioni di Evelyn Talbot, la psichiatra trentenne e determinata che dirige l'istituto insieme al collega Fitzpatrick.

Soprattutto quando nella neve avviene un macabro ritrovamento: i resti di una donna, orrendamente martoriata. Per il giovane sergente Amarok è la conferma di ciò che ha sempre temuto: portare un branco di efferati assassini a pochi metri dalle loro case e dalle loro famiglie è stata una decisione estremamente pericolosa.

Ma la sua fermezza si scontra con il fascino fragile e misterioso di Evelyn, il cui passato nasconde il più nero e atroce degli incubi. E mentre una violenta tormenta di neve si abbatte sul paese rendendo impossibili i collegamenti e le comunicazioni, la psichiatra ha più di un motivo per pensare che quel primo omicidio sia un messaggio destinato proprio a lei e che l'ombra del passato la stia per raggiungere ancora una volta.


Buongiorno carissimi entucci!
 Torno oggi dopo troppo tempo con una nuova recensione: Alaska di Brenda Novak. Il primo libro di una serie incentrata su Evelyn Talbot, psichiatra con un passato alquanto spaventoso. Non vi svelerò altro.
Ma vi anticipo la fine di questo post: cinque stelle sono veramente troppo poche per questo thriller!

Nonostante la mole di questo libro, l'ho letto veramente in poco tempo (il mio ritardo è dovuto al mio solito rapporto di amore/odio profondo con la tecnologia). Si lascia leggere tutto d'un fiato e senza nessun punto di blocco; la lettura è scorrevole, comprensibile, semplice ma allo stesso tempo d'impatto. La sua trama ingarbugliata, tortuosa e tetra, riesce a conquistare i lettori amanti di questo genere.

Nulla viene "spiegato" troppo bene, nulla viene svelato, tutto viene scoperto poco alla volta e questo fa si che il lettore stia sulle spine e col fiato sospeso fino all'ultima pagina. La paura è una costante in questo libro, così come lo stupore delle scoperte e la voglia incalzante di sapere che non riesce a far smettere la lettura.

Troviamo diversi colpi di scena che fanno aumentare l'adrenalina. L'ambientazione tra i ghiacci, rende tutta la storia ancora più inquietante, con quel pizzico di ansia che accelera i battiti e provoca i classici brividi lungo la schiena.

Anche non volendo, questa storia travolge e trascina chi decide di aprire queste pagine, in un vortice fatto di scene agghiaccianti, popolati di ombre dal passato che sono sempre più presenti e di violenza che ha il via libera.


Ad alcuni lettori potrebbe urtare il fatto che dell'Alaska e della città in cui è ambientata la storia, l'autrice non racconti quasi nulla: non parla dello spettacolo che regala l'aurora boreale, non parla dello stile di vita degli abitanti che sono anch'essi descritti brevemente, non dice nulla a proposito di paesaggi mozzafiato, fiumi ghiacciati, del silenzio che aleggia negli spazi desolati.

Tutto è solo accennato ma a me personalmente non ha dato fastidio questa mancanza: una cosa che apprezzo moltissimo nei libri di questo genere, è l'assenza di fronzoli, scenette perfette e paesaggi da sogno. Non ho che farmene di questa roba in un thriller che dovrebbe provocare paura, ansia e terrore.

E' questo thriller lo fa. Soprattutto perché quando mi sono ritrovata totalmente immersa nella lettura, in mezzo a passati oscuri, presenze reali e psicopatiche e scenari così singolari, quel senso di claustrofobia e inquietudine che tanto mi piace provare (so di essere strana...), si è impadronito del mio corpo e della mia mente.

Un'altra cosa veramente originale e che mi è piaciuta tantissimo è stata che ogni capitolo si apriva con una frase detta da un vero serial killer. In questo modo l'autrice ha reso ancora meglio l'idea di cosa frulla in testa ai criminali e ovviamente ha fatto si che le vicende narrate fossero più reali, veritiere.

Si possono intuire gli studi che Brenda Novak ha fatto per comprendere al meglio i comportamenti degli psicopatici. Molto interessante e decisamente determinante approfondire la psicologia di questi soggetti quando si vuole scrivere di loro.

A me poi fanno impazzire i thriller/psicologici: è bello vedere cosa si nasconde dietro la psiche di una assassino.

Mi è dispiaciuto arrivare alla fine del libro. Dopo averlo divorato ne volevo ancora... volevo ancora provare quei brividi che mi avevano accompagnata durante tutta la lettura. Dovrò attendere l'uscita del secondo libro! Consiglio finale: LEGGETE ASSOLUTAMENTE QUESTO LIBRO.



Ringrazio come sempre la Casa Editrice Giunti per avermi inviato questo libro.
P.S. se vorrete inviarmi anche il seguito... ne sarei più che felice ;-)



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