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mercoledì 2 novembre 2016

IL rumore della pioggia di Gigi Paoli (Recensione)

Titolo: Il rumore della pioggia
Autore: Gigi Paoli
Editore: Giunti
Genere: Giallo/Noir
Pagine: 288
Prezzo: 12,75€
Ebook: 9,99€

Sinossi: Sono ormai alcuni giorni che Firenze è sferzata da una pioggia battente. Il giornalista Carlo Alberto Marchi è intrappolato nella sua auto quando apprende che in un palazzo di via Maggio, la strada degli antiquari, viene trovato morto con ventitré coltellate l'anziano commesso di antichità religiose più famoso di Firenze.

Si tratta di un semplice omicidio? Le piste che si affacciano nel corso dell'indagine sono tante e mai univoche... 

Un personaggio irresistibile e una tensione che si fa palpabile a ogni pagina. Un esordio sorprendente nell'ambito del noir italiano.



Ma... sul serio questo è il primo romanzo in assoluto dello scrittore Gigi Paoli? Onestamente ho fatto fatica a crederci visto il modo in cui scrive e si esprime, da "esperto" nel settore scrittura. Usa un linguaggio forbito ma comunque non complicato e quindi di facile comprensione per i lettori.

Non voglio e non posso dire molto: un libro come questo va letto, va vissuto. Bisogna immergersi completamente nella storia di questo fantastico giallo che ci porta a scoprire una Firenze diversa, quella sconosciuta a chi non la vive quotidianamente e una Firenze nascosta, quella che fa rimanere i suoi abitanti a bocca aperta quando girano per le sue strade, pur vivendola ogni singolo giorno.

Gigi Paoli è stato un giornalista del quotidiano La Nazione per ben 15 anni prima di diventare caposervizio della redazione di Empoli. E infatti, in questo romanzo, non ho potuto fare a meno di notare la sua anima da giornalista: la cura per i dettagli, la vicenda in se e il modo in cui viene narrata, celano la preparazione che solo un giornalista giudiziario può avere.

L'autore ha puntato alla credibilità della storia scegliendo di non far apparire il protagonista come l'unico eroe della storia e quindi mettendolo a volte in secondo piano. Il testo non è mai noioso, non esistono troncature che fanno perdere il filo della storia e anche per questo leggerlo è stato molto ma molto piacevole.

La visione della città di Firenze vista dagli occhi di chi ci vive, è stata la cosa che più mi ha colpito: la gente non vede solo la maestosità e il lusso degli Uffizi o il fascino del Ponte Vecchio, la gente che vive Firenze ne vede anche i punti deboli, le brutture... eppure, la ama senza freni, veramente e con l'anima.

Complimenti vivissimi all'autore, al quale auguro una lunga e proficua carriera come scrittore di noir.


Ringrazio come sempre la Giunti per questo supergradito omaggio.

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