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lunedì 6 giugno 2016

Stati transitori di Stevan Mena (Recensione)

Titolo: Stati transitori
Autore: Stevan Mena
Pagine: 367
Editore: Giunti
Genere: Thriller
Formato: Brossura
Data di uscita: 18 maggio 2016
Disponibile in ebook a 8,99€: Amazon
Disponibile nel formato cartaceo a 14,90€: Amazon

Sinossi: Al detective Jack Ridge restano pochi mesi di vita, ma prima della fine vuole assolutamente mantenere la promessa che ha fatto al padre di Angelina: riportare a casa sana e salva la ragazza, l’ultima di una catena di sparizioni che hanno lo stesso modus operandi e lo stesso esito, tre vittime e nessuna traccia dell’assassino. 

Rebecca è una bambina di nove anni da poco arrivata in città con la mamma; improvvisamente si comporta in modo strano: parla di luoghi e cose che non ha mai visto, è sconvolta da visioni e incubi spaventosi ed è affetta da episodi di xenoglossia. Quando il suo psichiatra, un collaboratore di Jack, riesce ad avvicinarsi all’origine delle sue paure, intuisce qualcosa di davvero inquietante: è Rebecca la chiave per risolvere il mistero che ha ossessionato le notti di Jack. 

In una disperata lotta contro il tempo, il detective e la bambina devono stringere un patto di fiducia che va oltre ogni logica. Solo insieme potranno scoprire chi si nasconda dietro il serial killer e che fine abbia fatto Angelina. Ma il conto alla rovescia della vita di Jack è già cominciato e la piccola Rebecca sa troppe cose per potersi considerare al sicuro.



Due protagonisti memorabili. Un legame struggente. Un thriller grandioso.

Poteva mai non piacermi un libro di genere thriller con questo titolo e questa copertina? Impossibile! Eppure... le primissime pagine non mi hanno entusiasmata. Per carità, quei particolari che ti fanno sentire parte della scena che stai leggendo ti coinvolgono che la storia sia bella o meno, ma avevo l'amaro in bocca.

Sembrava tutto così banale e scontato che pensavo che anche il resto della storia sarebbe stato così. Ovviamente ho continuato la lettura, lo faccio sempre. E mi sono ricreduta alla grande! Faticavo a interrompere la lettura ma dovevo per forza, per questo motivo ho impiegato più tempo di quanto mi aspettassi a finire questo libro.

Pochi thriller meritano di essere definiti tali. Questo in particolare fa anche riflettere. Su cosa? Direte voi... beh, sulla vita. Sai che stai per morire e quindi ti metti a fare i conti con la tua vita e con i pochi giorni che ti rimangono cercando di far qualcosa di buono per gli altri e per (a mio parere) morire in pace con te stesso.

Questo è quello che fa Jack, il nostro protagonista. La lettura prosegue dritta e semplice senza far correre gli eventi in modo troppo veloce portando il lettore a fare salti temporali che spesso trovo inutili nei libri... "Stati transitori" è una storia che coinvolge il lettore a 360 gradi.

Ammettiamolo: il nostro animo da "detective" impazienti di scoprire la  verità, si palesa prepotentemente quando leggiamo una storia come questa. A me è successo anche in questo caso, ma nonostante mi sforzassi di capire, nonostante le mie congetture e il mio unire tutti i puntini... non sono riuscita ad avere il minimo sospetto su chi poteva essere il serial killer.

E poi all'improvviso ecco che ti ritrovi tutto davanti agli occhi e non puoi fare a meno di chiederti come hai fatto a non capirlo prima. Impossibile! Lo stile di scrittura di Stevan Mena è talmente particolare che "confonde" il lettore. Volutamente, aggiungerei!

E io amo questo genere di narrazione per una storia così! Inquietante, misterioso, complicato... questo libro lo consiglio a tutti. Sarebbe una lettura perfetta da portare anche al mare questa estate. Vi coinvolgerà talmente tanto che riuscirete ad esiliarvi anche in una spiaggia affollata di gente e bambini urlanti.

Lo ha letto anche mia madre e ci siamo trovate d'accordissimo su tutto tranne che sul finale: lei lo ha trovato particolarmente triste io invece perfetto per concludere una storia così maledettamente e paurosamente intensa.

P.S: ho, purtroppo, da fare una considerazione non proprio positiva. La "grammar nazy" che in me insieme al mio animo da Editor, non hanno potuto fare a meno di notare i tanti, troppi errori presenti in tutto il libro. Onestamente non me lo aspettavo da un colosso come la Casa Editrice Giunti, solitamente sempre così attenta a tutto, ma credo che debbano rivedere un po' la posizione dei loro editor... Lungi da me offendere o criticare, non sono nessuno ma... sono presenti errori talmente evidenti, sia banali e che seri, che anche un bambino dell'asilo se ne accorgerebbe.

Ringrazio come sempre la Casa Editrice Giunti per questo gentile e graditissimo omaggio.

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