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lunedì 1 giugno 2015

Dall'inferno si ritorna di Christiana Ruggeri (Recensione)


Autore: Christiana Ruggeri
Titolo: Dall'inferno si ritorna
Prezzo: 14,90€
Editore: Giunti
Pagine: 229

Sinossi: Il 7 aprile del 1994 in Ruanda ha inizio uno dei massacri più atroci della storia: il genocidio perpetrato dagli hutu contro i tutsi e gli hutu moderati. L’ultimo genocidio del XX secolo. In 101 giorni vengono assassinate un milione di persone, c’è un omicidio ogni dieci secondi, le violenze sono inenarrabili. 

Il 13 aprile 1994 un gruppo armato hutu entra in casa di Bibi, a Kigali. Quando, molte ore dopo, Bibi si sveglia, non ricorda cosa è successo: ha solo il desiderio di bere succo d’ananas e avverte un odore pungente nella stanza. Ha il braccio destro dilaniato, l’addome perforato dai proiettili, lesioni alla nuca e a un orecchio causate dai calci. Sparsi nella stanza i cadaveri della mamma, del fratellino, della zia e dei cuginetti. 
Bibi è sopravvissuta. Oggi vive in Italia ed è una giovane studentessa di medicina all’università La Sapienza di Roma. Questa è la storia del suo viaggio infernale tra morte e desolazione, inaspettati gesti di coraggio e solidarietà, fino allo Zaire, insieme a un milione e duecentomila profughi come lei. La storia di chi convive con il senso di colpa per avercela fatta, sentendo ogni giorno il dolore dell’assenza.



Fa strano pensare a quante cose succedono nel mondo mentre noi viviamo la nostra vita. Che poi, viviamo veramente? Ma questo è un altro discorso...

Prendo me come esempio in questo preciso istante: sono comodamente sdraiata a pancia in giù sul mio letto, carta e penna davanti a me. Sto aspettando il mio fidanzato e nell'attesa mi accingo a recensire questo libro, letto in poche notti.

E nel frattempo, dall'altra parte del mondo, milioni di persone stanno morendo o stanno lottando per sopravvivere.

Questo racconto parla di Bibi, una bimba di sette anni che ha visto massacrare la sua famiglia. Un tripudio di orrore, sangue e morte che un un bambino non dovrebbe mai vedere, figuriamoci vivere in prima persona.

Un'infanzia spezzata e un senso di colpa che Bibi sente: "Perché non sono morta anche io insieme a loro?"
Ammetto che durante la lettura, pur sapendo che stavo leggendo una storia vera, mi sono chiesta se l'autrice
non ci avesse messo del suo, inserendo qualcosa di inventato.

Certe cose io le ho viste solo nei film, mai avrei pensato che potessero essere reali, ma purtroppo lo sono e Bibi le ha vissute davvero.

Doloroso, commovente, straziante, angosciante, disperato: questi gli ingredienti principali del libro. Ma vi do un consiglio: non fatevi bloccare da questi aggettivi per nulla felici.

Posso assicurarvi che questa storia vi spronerà ad avere fiducia nella vita, a continuare a sperare in qualcosa di migliore e sarà proprio la protagonista di questo libro che vi aiuterà a crederci sul serio, pagina dopo pagina.

Bibi adesso vive a Roma, studia medicina per diventare pediatra e per poter tornare nel suo paese, un giorno, ad aiutare gli altri.

Vi lascio con una frase che avevo letto molto tempo fa su di un muro della mia città e che mi è apparsa in mente quando ho girato l'ultima pagina di questo libro: "Quando il mondo dice: “Arrenditi”, la speranza sussurra: “Prova ancora una volta.”




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