martedì 3 febbraio 2015

Tracce Di Memoria di Peter Lantos (Recensione)

Data di uscita: 2 GENNAIO 2015 – già disponibile in libreria

Titolo: Tracce di memoria
Sottotitolo: Il mio viaggio nell’olocausto e ritorno
Autore: Peter Lantos
Editore: Giunti
Pagine: 288+16
Prezzo € 14,90

Trama: Imparare a contare fino a dieci può essere un gioco, un piccolo esercizio da condurre insieme alla mamma, a cinque anni nella spensieratezza della propria camera. Non è lo stesso se il gioco si trasforma in una pratica di sopravvivenza, per evitare i geloni alle dita nel freddo della spianata di Bergen-Belsen, in attesa dell’appello mattutino.

Peter Lantos è ancora un bambino quando, insieme alla sua famiglia, viene prelevato dalla casa di Makó, in Ungheria, e rinchiuso prima nel ghetto della città e poi costretto a un lungo viaggio che lo condurrà al lager tedesco. Saranno gli americani a trarre Peter in salvo, ma lo stalinismo sovietico costringerà il ragazzo ad affrontare nuovamente gli stenti di una vita senza la piena libertà.

Fuggito a Londra e divenuto adulto, Peter ripercorre le tappe del suo viaggio. Dopo anni trascorsi a studiare la mente umana come neurologo, non accetta che il ricordo di quei giorni sia per lui così confuso. Ma la ricostruzione è molto difficile: i testimoni stanno morendo, i luoghi hanno cambiato geografia e aspetto.

Aggrappandosi a ogni indizio e risalendo alle origini di ogni traccia di passato, Peter ricompone i ricordi. Questo è per lui il modo di tenere viva la memoria del suo viaggio, e di restituirla a tutti noi.

L’AUTORE: Peter Lantos è nato nel 1939 a Makó, un paesino dell’Ungheria, ma ha passato la maggior parte della sua vita a Londra. Neuroscienziato di fama mondiale, conosciuto per le sue importanti scoperte sull’Alzheimer, ha rivestito cariche di prestigio all’Istituto di Psichiatria del King’s College



Vorrei iniziare questa recensione con una frase di Primo Levi, che cita :

"L'olocausto è una pagina del libro dell'umanità da cui non dovremmo mai togliere il segnalibro della memoria"

Bene, per non togliere questo segnalibro bisogna ricordare tutti i giorni ciò che sucesse in Germania tra il 1933/1945. E quello che aiuta la nostra memoria sono i vari documentari, film, libri di storia e romanzi, alcuni autobiografici.

Grazie alla casa editrice Giunti, ho potuto vivere la storia, "una delle tante" attraverso gli occhi di Peter Lantos, che all'epoca dell'olocausto era solo un bambino di cinque anni.

Lo scrittore divide il libro in più tappe, nella prima parla del suo paese d'origine, Makò in Ungheria. In questo frangente racconta dell'attività di famiglia, riguardante una fabbrica di legnami appartenente al nonno materno, inizialmente modesta e successivamente divenuta uno dei depositi più grandi e moderni della contea. Racconta del rapporto che esso ha col fratello più grande di quattordici anni.

Nella seconda tappa, Lantos, racconta di quando venne prelevato dalla sua casa, rinchiuso prima nel ghetto della città ed in seguito costretto al viaggio che  lo condusse in uno dei tanti lager tedeschi.

Le parti successive del libro, toccherà a voi scoprirle...

Il libro è scritto in modo fluido,comprensibile ai lettori di ogni età e, posso definire con convinzione che questo romanzo è un "segnalibro della mamoria".

Fa orrore, il fatto che alcuni uomini abbiano deciso della vita di altri uomini, ma fa ancora più orrore, pensare che queste stesse ignobili persone, non abbiano fatto distinzione tra grandi e piccoli. Gli stessi piccoli che oggi sono protagonisti in questo libro, bambini che a quell'età, della paura non avrebbero dovuto conoscere neanche l'iniziale della stessa parola.

Il mio voto al romanzo è 5 stelline piene...il "mio" voto al piccolo Peter  è oltre ogni numero immaginabile, un voto che va al suo coraggio, lo stesso usato successivamente nel rivivere la sua storia  per farla conoscere al mondo.

Se anche voi  volete il vostro segnalibro, comprate questoromanzo PER NON DIMENTICARE.

3 commenti:

  1. ummm,difficile trovare le parole esatte,l uomo ogni giorno rschia di toccare il fondo, perchè non ha amore verso il prossimo, ma in questo periodo storico ha fatto il meglio del suo peggio, scusate il gioco di parole, ti volevo segnalare un altro racconto toccante e significativo" in nome dei miei "di matin gray è forse un pò introvabilema vale la pena leggerlo!

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  2. buongiorno Carmela, grazie della segnalazione vedrò di trovarlo e leggerlo. ourtroppo la crudeltà dell'uomo non è finita in quel periodo, continua a perseverare, a parer mio anche con più malvagità di allora :(

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  3. ciao Anarel io ho una vecchia versione del Reader digest la trovi anche su ebay a buon prezzo ti consiglio di leggerla, questo libro non solo merita di essere letto ma ha saputo aiutarmi in un momento un pò particolare se vuoi ti aiuto a cercalo :)

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