martedì 27 gennaio 2015

I Confini di Trisa di Cristiano Ciardi (Segnalazione)

Titolo: I Confini di Trisa
Autore: Cristiano Ciardi
Edizione: Amazon (ebook e cartaceo)
Pagine: 345
Prezzo: 4,50 € kindle - 14,50 € cartaceo
SITO: cristianociardi.com

Trama: L'uomo era riuscito a sopravvivere, a lottare, per trovare il proprio posto, in bilico tra la violenza e i sogni.

Esseri fragili tra le belve del mondo, costretti per secoli a nascondersi negli anfratti della terra o ad abitare isole confinate dal mare. Esseri d'animo plasmabile, ossessionati dalla bellezza dei propri sogni immortali, trattenuti dalla terrena resistenza del sangue.

Il Regno era l'unica speranza in quel mondi in lutto. Culla di rettitudine, argine ai turbamenti umani, barriera contro la furia sparsa sulla terra. Una storia fantasy con la struttura tipica del sottogenere epico o eroico, senza magia o miti, bensì costruita con spiccato realismo.

In un mondo in cui è la natura a governare con severità, plasmando ogni essere vivente costringendolo ad una lotta continua per la sopravvivenza, l’uomo è obbligato a modellare il proprio modo di vivere e la propria società per riuscire a convivere con una realtà primordiale.

L'Autore: C’era un tempo in cui disegnavo mappe di mondi immaginari, poi scrivevo poche pagine, l'inizio di un racconto.

La prima di queste storie risale a più di dieci anni fa. Ripresi spesso in mano quelle mappe accorgendomi che, nella mia testa, facevano parte di qualcosa di più ampio e articolato. Così, una sera qualunque di tre anni fa, cominciai a scrivere quello che sarebbe stato il prologo di questo romanzo.

Creai la Terra di Prama, il mondo nel quale si svolge la storia de I Confini di Trisa, immaginando storie tra le montagne, villaggi di pastori sperduti tra i pascoli, fiumi come confini, montagne invalicabili, coste frastagliate come luoghi di agguati, isole come piccoli regni. Nella Terra di Prama vivono popoli diversi, le cui caratteristiche sono frutto dell’adattamento all’ambiente, al clima e soprattutto all’altitudine, un’idea ispirata da quanto accade agli alberi con il cambiamento dell’habitat.

Così è nato questo primo romanzo e ciò che seguirà….

In questi anni ho scoperto che per me la scrittura è un modo per rallentare, per vivere, attraverso i personaggi, luoghi ed epoche diverse, tempi in cui la vita era scandita dalle intemperanze della natura, tempi in cui l’uomo non era un estraneo nel mondo.

A pensarci bene a spingermi è stato il desiderio di raccontare storie in cui il genere umano non fosse padrone assoluto e incontrastato, ma immerso in una realtà in cui la natura ha ancora il potere di condizionare la vita quotidiana e di uccidere con spietata equità.

E poi in me è cresciuto il desiderio comune a coloro che decidono di scrivere: esprimere pensieri, descrivere reazioni e mutamenti, vissuti in prima persona o accaduti a persone conosciute.
Scrivere questa storia non è stato semplice, ma mi ha dato molto ed è stata una grande esperienza umana e creativa. 

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