mercoledì 2 ottobre 2013

Tito Faraci, Death Metal (Recensione)

Titolo: Death Metal
Pagine: 292
Prezzo: 15,50 €
Casa Editrice: Piemme 

Trama: Immaginate di essere in viaggio con i vostri amici su un fantastico furgoncino Westfalia che perde olio ed è scomodo da morire. State andando al concerto del secolo: i mitici Tiamat suonano a un festival death metal, in un paesino disperso nella campagna dell'Oltrepò pavese, e voi siete stati chiamati per fargli da spalla... Be', non esageriamo: Lorenzo, Stefano, Matteo, Barbara e Walter, ovvero gli Snake God Hunters, sono solo capitati in scaletta prima dei loro idoli, ma saliranno comunque sullo stesso palco ed è il giorno migliore della loro vita. Sono partiti all'alba dalla Puglia e non ne possono più di viaggiare, ma il problema non è questo. Il problema è che si sono persi nella nebbia, lungo un fiumiciattolo che nemmeno è segnato sulle mappe, e c'è un camionista impazzito che li incalza e fa di tutto per buttarli fuori strada. È a questo punto che tutto comincia ad andare storto...




Inizio subito con dire che leggere questo romanzo è stata un'esperienza emozionante e coinvolgente, perché è un libro che non lascia scampo.

E' una storia che avviluppa il lettore nelle sue grinfie e non lo lascia andare fino a quando non si giunge all'ultima pagina.

E' una cosa che posso dire con assoluta certezza, in quanto ho letto questo libro in sole sette ore.

Dovevo affrontare un viaggio in treno e d'istinto, il libro che ho infilato in borsa è stato questo, certa che la lettura sarebbe stata piacevole, stimolante e interessante.

Mi sono ritrovata scagliata in una storia dove i colpi di scena non mancano mai, attorniata da personaggi, atmosfere e azioni descritti talmente tanto scrupolosamente da permettermi di "vedere" quello che stavo leggendo, di viverlo come se all'interno della storia ci fossi io in prima persona.

Cercando in rete informazioni su Tito Faraci, per farmi un'idea sul suo stile, mi sono imbattuta in un'intervista dove Faraci, definiva questo suo romanzo «molto duro, molto cattivo, molto veloce. Come lo sono i pezzi death metal».

Beh, non posso fare altro che condividere le sue parole e aggiungere che questo romanzo, per me, è stato stupefacente e eccitante come una massiccia dose di caffeina.

Se poi aggiungete che io amo il genere horror e sono appassionata di death metal musicale, allora potrete capire quanto io abbia apprezzato questo libro.

«È un come uscire da una gabbia solo per ritrovarsi in una gabbia più grande. Tutto quel paese è una maledetta trappola».
Questo romanzo, per quanto riguarda il mio modesto punto di vista, è stato come una rete ben issata, nella quale mi sono sentita piacevolmente intrappolata.

Se ci fossero a disposizione più stelle di valutazione, questo libro ne prenderebbe dieci!

2 commenti:

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Grazie

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